Operazione Piazza Pulita/ Cgil: ora tutte le Istituzioni facciano sentire la loro presenza

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L’operazione portata a termine nei giorni scorsi dalle Forze dell’Ordine denominata “Piazza Pulita” ha senz’altro inferto un duro colpo alla criminalità organizzata che insiste nell’area dell’Italia centro/meridionale interessando anche regioni come il Molise che sono considerate, nell’immaginario collettivo, immuni da fenomeni malavitosi e da incursioni mafiose e camorristiche in genere.

Proprio la fragilità di un territorio come quello molisano simile ad altre aree del mezzogiorno, però, rischia di diventare allettante per innescare appetiti da parte di gruppi importanti dei diversi clan che, purtroppo, infiltrano facilmente le loro bande nel tessuto sociale e produttivo già provato da fattori endogeni condizionando i diversi rami criminali che vanno dallo spaccio fino a fenomeni di usura, ricatto ed estorsione.


Le crisi economiche e le diverse fasi di recessione causate da eventi come quello epidemiologico e pandemico di questo periodo, incidono sicuramente sul proliferare delle organizzazioni criminali organizzate e diventa quindi indispensabile una risposta immediata dello Stato, della Regione e di tutte le Istituzioni locali. All’encomiabile impegno dell’apparato di controllo della pubblica sicurezza devono aggiungersi, necessariamente, interventi mirati a rilanciare lavoro e attività di impresa sana e etica sui territori interessati per prevenire il consolidarsi di azioni criminose che rischiano di avere facilità di penetrazione nei circuiti finanziari e economici delle varie regioni e macroaree in maggiore difficoltà.


La CGIL, quindi, esprime soddisfazione per il lavoro imponente e qualificato dei magistrati e delle forze dell’ordine impegnate nel lungo percorso che ha portato a sgominare un pericoloso racket camorristico che, con base in Molise, aveva ampie ramificazioni anche nelle regioni limitrofe,Campania e Puglia. Ora più che mai, però, è indispensabile non abbassare la guardia ed è necessario che tutte le forze sane della società – comprese quelle sociali e sindacali – compongano una vasta rete per prevenire qualsiasi tipo di insediamento e consolidamento del malaffare su territori che necessitano, invece, di azioni mirate che ne favoriscano lo sviluppo attraverso opportunità per giovani, lavoratori e imprenditori che sceglieranno di restare o di vivere e lavorare dignitosamente in quelle che sono le meravigliose aree interne del mezzogiorno del nostro Paese.


Il mondo del lavoro, insieme alle sue rappresentanze, è senz’altro pronto a dare un contributo fondamentale in tale direzione implementando non solo l’azione di proposta per lo sviluppo ma anche quella di vigilanza territoriale tesa ad intercettare qualsiasi segnale di allarme possa essere percepito da un territorio, appunto fragile, attraversato da situazioni di disagio economico e sociale derivanti anche dalle scarse opportunità di fare impresa e di offrire lavoro in queste zone definite, a torto e in maniera generica, marginali.


In fase di analisi la CGIL ha più volte denunciato i numeri drammatici che si riscontrano nelle aree di recessione del Paese ed è bene ricordare che la base di questa ennesima corrente malavitosa aveva scelto come propria sede l’area Matesina e Bojano in particolare. Un pezzo di Paese che è salito più volte alla ribalta delle cronache non solo locali per essere situato nel cuore di una delle Aeree di crisi Complessa individuate con i decreti ministeriali degli scorsi anni e che contiene al suo interno vicende industriali particolarmente annose legate all’indotto della filiera agroalimentare dell’ex GAM, del polo Tessile dell’ITTIERRE e di importanti realtà industriali come SATA e UNILEVER. Se si considera lo smantellamento in un’altra area litoranea di realtà produttive importanti come lo Zuccherificio del Molise si comprende come sia stata mortificata, nel corso degli anni, la speranza di lavoro e di qualità della vita di migliaia di persone e di lavoratori che erano impegnate nei diversi indotti.

La povertà e il disagio rischiano, come dimostrato dagli ultimi eventi, di spalancare la strada all’infiltrazione dei fenomeni malavitosi in una delle zone più integre della nostra bella Italia.
La CGIL è impegnata con forza per essere interlocutore attendibile e determinato per la lotta senza se e senza ma a tutte le mafie e contribuirà a costruire presidi di legalità in tutti i luoghi di lavoro e in tutte le sedi.


Parallelamente la CGIL proverà a continuare l’operazione di unificazione dei lavoratori e delle vertenze perché venga gestita da parte dei diversi organi Istituzionali – Governo Centrale e Regione in primis – con forza e coesione una necessaria fase di transizione che salvaguardi e rilanci le realtà produttive che hanno resistito – tra mille difficoltà e tra mille insidie anche criminose – alle diverse crisi.


La CGIL, con la struttura Regionale Abruzzo – Molise e con la Camera del Lavoro Regionale, attiverà su questi temi anche la Segreteria e i Dipartimenti Nazionali competenti. Ma sarà indispensabile, parallelamente, un forte contributo di tutto il mondo del lavoro per disegnare le strategie e la programmazione della nuova qualità dello sviluppo che dovrà determinarsi in Molise e nell’intero Paese dopo questa ennesima iattura pandemica ed economica.

Il Segretario Generale CGIL Abruzzo – Molise Carmine Ranieri

Il Segretario Generale CGIL CdLT Molise Paolo De Socio

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