Molisani nel Mondo/ Norma Trentalange detective della Polizia di New York. Il padre era di Campolieto

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*rubrica a cura di Geremia Mancini e Mariateresa Di Lallo

Il Molise è fatto da molisani, anche da quei molisani che sono emigrati, perchè costretti o per scelta, soprattutto a cavallo delle due Guerre mondiali, ma sempre con un pensiero rivolto alla loro terra, e che si sono distinti in vari settori nel mondo. Con questa rubrica vogliamo ricordarli ma anche ridare dignità ai nostri borghi, ai nostri talenti e nel contempo riaccendere l’attenzione su questo piccolo lembo di terra, non solo per storia, cultura e paesaggi ma anche dal punto di vista degli ingegni. Purtroppo il Molise come i molisani illustri, non sono presenti sui libri di storia, ma è giusto far conoscere ai molisani in primis, alle giovani generazioni, che i loro avi, si sono distinti nel mondo, con sacrifici, allontanandosi dai propri familiari, a volte non riuscendo a tornare nella loro terra d’origine. Di settimana in settimana racconteremo la storia di ognuno di loro, ricordando anche il paese di nascita molisano. Per questo abbiamo deciso di unire la storia dei “molisani” emigrati con la storia del paese di nascita.

Norma TRENTALANGE nacque a New Brighton (quartiere situato sulla North Shore di Staten Island a New York City), il 3 ottobre del 1927, da Michele e Fortunata “Fanny” Troise. Il padre, Michele, era nato a Campolieto, in provincia di Campobasso, l’8 agosto 1884, da Giovanni (trentaquattrenne “stagnaro” e Mariarosa Palange (“donna di casa”). L’atto di nascita fu registrato dinanzi all’allora Sindaco di Campolieto Riccardo Ialenti. Michele decise, giovanissimo, di tentare il “sogno americano”. Sposò “Fanny” e i due ebbero, oltre a Norma, altri undici figli (tra questi John, Anita, Claudia, Rose, Joseph, Alfred, Mario, Donald e Alyce).

Norma si diplomò alla “Curtis High School”. Successivamente frequentò con successo il corso alla “New York Police Academy”. Nel 1955, aveva ventisette anni, prestò giuramento per la polizia dinanzi all’allora sindaco di New York Robert Ferdinand Wagner II ( quello stesso anno morì Michele suo padre). Molti giornali ed in particolare il “New York Daily News” dedicarono ampi servizi giornalistici alla poliziotta “italo-americana” (tra l’altro tra le pochissime donne in servizio). Coraggiosa, determinata e portata all’investigazione fu promossa detective. Lavorò poi sotto copertura nella Divisione Narcotici (“Narcotics Division”) di Manhattan.

Quando sposò Joseph “Pepe” Siringano (i due non ebbero figli) decise di lasciare la polizia. Lavorò poi per “Gibbs & Cox”, per “Edison” a New York e infine per “Coast Federal Savings and Loan” e “Customer Relations”. Nel 1971 Norma ed il marito “Pepe” (morto nel 1995) trasferirono la loro residenza a Venice, contea di Sarasota, in Florida. Norma Trentalange morì a Venice il 29 giugno del 2011.

Campolieto (CB):
L’etimologia del nome Campolieto non è chiara. Alcuni ritengono che derivi da campus leti = “campo della morte” mentre altri da campus laetus = “campo della gioia” . Attraverso fonti storiche e archivistiche sappiamo che il borgo già esisteva durante il periodo normanno (XI secolo) e possiamo ipotizzare un’anticipazione delle origini, al secolo precedente (X secolo). Il paese si sviluppò, come molti altri centri medioevali molisani e del centro-sud Italia, intorno al palazzo feudale, ancora oggi esistente, sebbene sia stato fortemente modificato in periodi recenti per essere trasformato in ampi appartamenti. La struttura medievale del paese è sopravvissuta alle varie modifiche urbanistiche ed è caratterizzata da stretti vicoli e profonde viuzze che formano il centro storico.

Monumenti e arte:
-Chiesa di San Michele Arcangelo
La fondazione risale prima del XII secolo. La costruzione è a capanna con tre finestre e un portale decorato da iscrizioni gotiche. Nella descrizione della Chiesa di S. Michele Arcangelo, come da inventario del 1700, si fa menzione del campanile di forma quadrangolare, alto 100 palmi, dal quale pendevano tre campane, due benedette dall’Em. Card. Arc. Orsini il 1 luglio 1693 e la terza da Mons. Francesco Carafa, Vescovo di S.Marco di Calabria, al 28 ottobre 1695. Sulla campana intermedia vi erano incise lettere antiche inintellegibili; fra esse vi si leggeva: “Anno Domini 1382“. E’ fuori dubbio, quindi, l’esistenza della Chiesa con campanile nel secolo XIV.

Chiesa S.Michele Arcangelo facciata


La facciata della chiesa presenta tre ingressi, di cui il centrale è di forma maggiore. Al di sopra dei portali d’ingresso si aprono tre finestre, una per ingresso, sempre con la parte superiore a due spioventi. l’interno è a tre navate, fu costruita nel 1613. Da una memoria, consacrata negli atti del notaio del tempo, Pietro Stampanone, si legge che nella notte tra il 13 e il 14 giugno del 1682 un incendio, non si sa da che cosa provocato, distrusse la Chiesa nelle parti lignee e la danneggiò nelle strutture di pietra. E’ da presumersi che anche l’archivio, ricco di pregevoli memorie locali e di antichi registri, sia andato, almeno in parte, distrutto. All’ingresso della Chiesa sono collocate due acquasantiere in pietra. Di pregevole fattura è l’acquasantiera a destra di chi entra, composta da elementi distinti per epoca e manifattura. Nel presbiterio, accanto alla mensa eucaristica, è stato collocato il “Fonte battesimale”,ricavato da un unico blocco di pietra, di forma rotonda, del 1684, anch’esso di pregevole fattura, venuto alla luce durante i lavori di restauro.Oltre la grossa vetrata dell’abside centrale, si ammirano nella navata laterale sinistra tre caratteristiche vetrate di forma ottagonale, di stile barocco. Le vetrate istoriate, fatte eseguire negli anni ’50, riproducono l’episodio del battesimo di Gesù e le immagini dei gloriosi apostoli SS. Pietro e Paolo.

Chiesa S. Michele Arcangelo – interno


-Palazzo ducale De Capua
In origine era il castello medievale, costruito nell’XI secolo. Il fondatore era Roberto De Russa, che combatté nella prima crociata a Gerusalemme. Nel XII secolo appartenne ai conti di Borrello (Abruzzo), che fortificarono il maniero. Nel ‘500 passò nella proprietà di Francesco Montagano, e poi ai duchi di Capua, per volere di Ferrante II. Nel ‘700 appartenne a Scipione della famiglia Sangro (valle Peligna, Abruzzo), e poi ai Carafa.
Il castello oggi è un palazzo visitabile, che ha le caratteristiche di un edificio barocco con decorazioni classicheggianti sul portale è sulla cornice a colonne greche.

Per approfondimenti: Spigolature araldiche arc. Franco Valente

*Geremia Mancini – presidente onorario “Ambasciatori della fame”


*Mariateresa Di Lallo – giornalista pubblicista, appassionata di storia, usi e costumi medioevali e ricercatrice di tradizioni popolari molisane

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