Mercati finanziari: Renzi, ossia quando ci vuole culo nella vita

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Con la Borsa di Pechino chiusa i mercati finanziari si concedono una pausa. La Cina festeggia la vittoria sul Giappone 70 anni fa, vittoria per la quale si batterono i nazionalisti oggi al governo a Taiwan ma non i comunisti di Mao che poi presero il potere nella Cina continentale. Ma tant’è. La Cina mostra i muscoli con una mega parata militare per far comprendere visivamente che ormai parliamo di una superpotenza. L’America è avvertita, anche se tra i due eserciti, nonostante l’esplosione del budget militare cinese, c’è ancora un abisso. Come c’è tra le due economie. E’ vero che la Cina ormai ha un prodotto interno lordo da primato ma è abitata da un miliardo e più di esseri umani. E se si calcola il prodotto interno lordo per abitante la realtà trionfa sul mito: quello americano è di un fattore dieci superiore. Certo il blocco Cina-Russia (l’idea della mega parata militare è di Putin) con annesso Iran cerca di ricreare un antagonismo militare ed ideologico agli Stati Uniti ma in definitiva, tranne per la minaccia di buttare le bombe atomiche, sul campo non c’è partita. Il dominio americano continuerà ancora per qualche tempo, un decennio minimo. Lo si vede dai prezzi energetici, che gli Stati Uniti hanno fatto crollare grazie alla loro innovativa ( e peculiare dei vasti spazi rocciosi americani) produzione tramite fracking.

In un colpo solo hanno assestato una botta micidiale sia alla Russia che all’Iran e hanno messo sotto tutela l’imprevedibile alleato Arabia Saudita. Non solo. Lo storico accordo di fornitura energetica tra Russia e Cina, che doveva saldare il fronte antagonista agli Stati Uniti è stato fatto a prezzi oggi non più competitivi (60 dollari al barile), mettendo già in crisi un’alleanza ancora ai primi passi (tra Russia e Cina non è mai corso buon sangue, perchè ognuno pensa di essere leader sull’altro). Insomma oggi ci si gode questo finale di estate senza troppi pensieri. E in Italia vale la massima che nella vita ci vuole fortuna.

Il premier cazzaro Renzo Renzi addrittura diventa aggressivo contro il moloch Unione Europea perchè vuole fare quello che a Berlusconi non era riuscito: togliere le tasse sulla prima casa. E lo può fare perché con il prezzo del petrolio così basso (siamo vicini a 40 dollari a barile) perfino l’Italia, nonostante tutto, uscirà dalla recessione. Però alla fine è meglio così, grazie a quell’ingegnere americano che ha  brevettato, dopo venti anni di insuccessi, il sistema di estrazione del gas e del petrolio dalla roccia. E lui che ci farà uscire dalla recessione, non certo Renzo Renzi. Che però, nato con la camicia, si prenderà tutti i meriti. In questo contesto oggi i mercati sono moderatamente positivi: Mibtel  in rialzo di quasi un punto, cambio euro dollaro a 1,12, spread sottotraccia a 118 (Pietro Colagiovanni)

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