Italia: una volta Paese del ben godi oggi in stato di indigenza assoluta

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Dall’inizio della crisi gli italiani che si trovano in una condizione di povertà assoluta sono raddoppiati, tant’è che oggi molti connazionali non hanno la disponibilità economica sufficiente ad acquistare beni e servizi essenziali per vivere. Questa è, la fotografia scattata dagli osservatori sulla situazione economico-finanziaria Italiana che, drammaticamente riporta in uno studio, la realtà Italiana una volta Paese del “ben godi”. Fotografia che è stata possibile trasporre in termini percentuali sulla base di dati concernenti gli ultimi anni profondamente segnati dalla crisi. Per gli analisti la situazione più grave si registra nell’Italia settentrionale dove l’aumento degli indigenti è stato addirittura del 105% rispetto al mezzogiorno anche se il peggioramento più marcato si è avuto nel centro Italia con un più 112%. In valori assoluti si contano oltre cinque milioni di persone in grave difficoltà nel mezzogiorno, il Molise fortunatamente sotto certi aspetti mantiene ancora, tant’è che nel nord si registra un 1,78 e 684mila nel Italia centrale; il che statisticamente vede in una condizione di povertà assoluta milioni di persone. Causa di questa debacle il crollo dei consumi e dei beni essenziali come il cibo che mostra il 16,6% di Italiani che non può permettersi un pasto adeguato almeno una volta ogni due giorni. Cosa che ricorda le situazioni di emergenza che si verificava oltre trent’anni anni fa. Il tutto in considerazione che negli anni addietro i consumi per i generi alimentari e bevande è stato pari a 117 miliardi, ossia mezzo miliardo inferiore, il che ha fatto precipitare vertiginosamente il valore della spesa alimentare, che era rimasto inalterato dal dopoguerra fino a raggiungere l’importo massimo di 129,5 miliardi di oggi per poi crollare nuovamente. Ad aggravare ancora di più lo stato di indigenza il non acquisto dei generi come olio di oliva, pesce, pasta, latte, ortofrutta e carne con un taglio del 4% nella spesa alimentare delle famiglie italiane. Le quali, sempre secondo le analisi condotte dagli esperti, se le cose non dovessero subire un’inversione di tendenza, in un prossimo futuro, che poi tanto prossimo non è, vedrà la popolazione dello stivale privarsi ulteriormente di quei generi che un tempo rappresentavano il “surplus” e che oggi, invece, permette di arrivare, tanto per essere ottimisti, forse a fine settimana.
Massimo Dalla Torre

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