Istat, stipendi fermi,mai così male dal 1982, si allungano tempi per rinnovo contratti

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Arrivano i rilevamenti Istat  e dicono che a febbraio le retribuzioni orarie restano invariate rispetto al mese precedente e aumentano dell’1% rispetto a febbraio ,un 2014 veramente Tirchio. In particolare nella pubblica amministrazione le retribuzioni sono ancora ferme e nel settore privato aumentano dell’1,5% nell’anno.Si allungano i tempi medi per il rinnovo dei contratti collettivi scaduti. A febbraio salgono a 38,3 mesi, in ”deciso aumento” rispetto ai 26,2 mesi dell’anno precedente,i contratti in attesa di rinnovo sono 40 per circa 7,3 milioni di dipendenti coinvolti (di cui 2,9 milioni nel pubblico impiego)quelli in  vigore per la parte economica riguardano meno della metà dei dipendenti, il 43,1%,la maggioranza ovvero il 55%, lavora quindi con quello scaduto. Sul dato pesa il comparto della Pubblica Amministrazione, dove i contratti sono bloccati dal 2010 e lo saranno anche per tutto il 2015. L’unico conforto arriva dai prezzi, che sono saliti ancora meno delle retribuzioni (+0,2% nel 2014), con ripercussioni positive sul potere d’acquisto. Tuttavia si tratta di un gioco al ribasso, dove la capacita’ di spesa aumenta esclusivamente grazie a un’inflazione praticamente piatta.
Analizzando i singoli comparti, l’Istituto di statistica rileva “aumenti significativamente superiori alla media” per le retribuzioni di chi lavora nei settori delle telecomunicazioni (3,5%), della lavorazione della gomma o della plastica (2,9%), mentre crescite vicine allo zero si riscontrano nell’edilizia (0,5%) e nei trasporti (0,6%). Nulla si muove invece per il pubblico impiego. Guardando solo a dicembre, i salari risultano fermi su base mensile, mentre salgono appena dell’1,1% in termini tendenziali. A dicembre si allunga anche l’attesa media per vedersi rinnovare il contratto, i lavoratori a cui è scaduto devono aspettare, prima di vederselo ‘aggiornato’, 37,3 mesi, ovvero oltre tre anni (32,2 a dicembre del 2013). I rinnovi più rilevanti per numero di lavoratori coinvolti sono quelli dei comparti dell’edilizia (oltre 600mila dipendenti), dell’agricoltura (oltre 300mila) e dei tessili, (circa 250mila).
Alfredo Magnifico

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