In Molise i giornalisti fuori dal Corecom

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Giuditta La Morte, giornalista, presidente del Corecom Basilicata, Lino Zaccaria, giornalista, presidente del Corecom Campania, Felice Blasi e Adelmo Gaetani, presidente e componente del Corecom Puglia, entrambi giornalisti, Enrico Paissan, presidente Corecom Trentino, giornalista…. sono alcuni esempi di come le Regioni abbiano ritenuto fondamentali la esperienza, la professionalità, la capacità, la competenza, l’attitudine dei giornalisti al ruolo di componente e/o presidente dei Corecom. Nel Molise, purtroppo, nonostante ci siano state numerose disponibilità da parte di diversi giornalisti professionisti e pubblicisti, tali candidature non sono state prese in alcuna considerazione.
Nemmeno da questo Consiglio regionale, quel Consiglio regionale targato Frattura, quel Consiglio che doveva cambiare. Quel Molise di tutti…ma di tutti chi? Quello degli amici? Quello dei cittadini elettori? Quello degli ex consiglieri regionali?
Un vero peccato perché tra le disponibilità protocollate vi erano giornalisti che avrebbero potuto dire la loro, fornire lustro e competenza al Corecom, organo che nei fatti lavora e si esprime su questioni legate alla comunicazione, al giornalismo, ai minori, agli spazi durante i periodi elettorali…insomma al mondo dell’editoria e del giornalismo. Un vero peccato per chi ha dichiarato, ha sbandierato, ha promesso cambiamenti, ma che in pratica, stringi stringi, tende a mantenere lo stesso stile, gli stessi metodi, la medesima strategia del suo predecessore. Avvocati erano, avvocati sono. Amici di percorso, di cordata, di vita erano e tali mi pare siano rimasti. D’altra parte parliamo di nomine, quindi che cosa potevamo mai aspettarci noi giornalisti del Molise? Nel ringraziare il presidente pro tempore della Regione Molise ed il Consiglio regionale per l’amore e l’apertura resi alla nostra categoria, invitiamo i giornalisti molisani a non dimenticare la sensibilità di lor signori, quando saremo chiamati a scegliere i nostri rappresentanti in altre sedi, quelle decisive. Un vero peccato, specie per qualche collega osco, il quale non fece mistero di ambire a tale veste.

Vincenzo Cimino
Consigliere nazionale Ordine dei Giornalisti

 

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