Fusco e Lattanzio: Petraroia, il tempo dell’immobilismo e delle risposte vaghe e incerte deve finire

“Negli ultimi mesi abbiamo  presentato interrogazioni, mozioni e ordini del giorno al Presidente della Giunta e all’Assessore con delega alle Politiche Sociali per impegnarli attivamente nella tutela e nella salvaguardia dei servizi sociali nel nostro territorio, ottenendo, quando ricevute, risposte vaghe e incerte”.  A parlare le consigliere Angiolina Fusco Perrella e Nunzia Lattanzio che, visto anche il momento di forte difficoltà a livello sociale, invitano l’Assessore a tutelare i diritti ‘inalienabili’ dei cittadini molisani. “Le abbiamo chiesto, Assessore Petraroia, di sapere quali fossero le azioni – continuano la Fusco e la Lattanzio – intraprese riguardo il finanziamento e il proseguo delle attività dell’A.Fa.S.eV. di Isernia e degli altri centri del “Dopo di noi” presenti in Regione, abbiamo sollecitato il Governo a implementare i servizi per le strutture riservate ai Diversamente Abili, cosi come abbiamo interrogato la sua persona sul potenziamento e sulla stabilizzazione dell’Osservatorio dei Fenomeni Sociali, sulla situazione del Consultorio familiare di Campobasso e sul Progetto VATMA (Valutazione, ascolto e trattamento dei minori vittime d’abuso), sostenuto dal bando messo a disposizione nel 2011 dal Dipartimento delle Pari opportunità e divenuto un punto cardine della rete dei servizi di contrasto e cura degli abusi nella Regione Molise, che dal 30 gennaio 2013 ad oggi ha trattato 74 utenti, di cui 52 minori e 22 adulti (genitori) provenienti dalla provincia di Campobasso. Un Progetto Pilota che ha avuto molti riscontri positivi e ha permesso di costruire una rete di servizi sicuramente più efficace per contrastare i traumi associati ad abusi e maltrattamenti. Abbiamo presentato un ordine del giorno per impegnare il Presidente della Giunta a predisporre un piano di attività per combattere il dilagare della piaga della tossicodipendenza, problema serio che mina il nostro assetto sociale; così come chiediamo impegno e chiarezza all’Assessore sulla chiusura dei centri CEPAM e CAD della provincia di Isernia e sull’attivazione del servizio di “Assistenza alla comunicazione e mediazione scolastica”.
Da parte sua abbiamo ricevuto risposte poche esaustive, che rimandavo nella maggioranza dei casi la risoluzione delle criticità all’approvazione del nuovo Piano Sociale triennale e alla piena operatività della legge regionale 6 maggio 2014, n. 13 “Riordino del sistema regionale integrato degli interventi e servizi sociali”. Proprio questo impianto normativo finora ha riscontrato dei ritardi nella sua applicazione, poiché ci troviamo, inoltre, di fronte ad una copertura che non è sufficiente a garantire i servizi all’utenza di tutto il territorio.
Raccogliendo le istanze della popolazione abbiamo presentato delle proposte di legge che ancora attendono di essere discusse in IV Commissione, concernenti l’istituzione del servizio di psicologia territoriale, i diritti della persona, l’obesità infantile e soprattutto quella sul reddito minimo garantito, di cui per anni è stato grande paladino proprio lei, Assessore Petraroia, quando era all’opposizione. Uno strumento concepito non come una semplice protezione o misura assistenziale ma un’opportunità, anzi ancor meglio un investimento sul futuro, uno strumento di garanzia di libertà per i cittadini con lo scopo di ridurre il condizionamento della scelta del lavoro, favorendo in maniera tale la qualità dello stesso e realizzando due obiettivi: inclusione sociale e diritto al lavoro e alla formazione. Assessore, ci dica se ci sono le coperture necessarie per realizzare la legge, dia delle risposte concrete a quei lavoratori che nella manifestazione davanti Palazzo Vitale hanno chiesto di non perdere più tempo sull’introduzione del reddito minimo garantito.
Di certo l’Assessore Petraroia ci risponderà di aver messo in campo per combattere l’esclusione sociale 710 borse lavoro per i comuni molisani. Per carità, parliamo sicuramente di un’iniziativa giusta, però si è omesso di dire che è un intervento, inserito nel programma FSE 2007-2013, già consolidato e sperimentato positivamente, quindi nulla di nuovo, alla stregua del bando sulle non autosufficienze e sulle classi primavera, residui dell’attività portata avanti negli ultimi anni dall’Assessorato alle Politiche Sociali.
Il tempo del silenzio e dell’immobilismo deve finire – concludono la Fusco e la Lattanzio – è giunta l’ora di mettere in campo tutte le iniziative e le risorse europee, nazionali e regionali necessarie per tutelare i diritti inalienabili della persona, soprattutto in un contesto come quello odierno segnato dalla perdurante crisi economica, da una profonda crisi occupazionale e del mondo del lavoro e dalla povertà delle famiglie”.

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