“Fuori tutti”: Sciopero nazionale del commercio privato e cooperativo sabato 7 novembre

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Filcams CGIL Fisascat Cisl e Uiltucs hanno proclamato lo sciopero generale dei lavoratori per il mancato rinnovo del contratto Nazionale dei lavoratori del commercio, che scenderanno in piazza dopo due anni di inutile negoziato per la definizione di un Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro.Le trattative si sono rotte a causa delle rigidità e dell’atteggiamento dilatorio mantenuti da Federdistribuzione e Confesercenti, nonostante il recente rinnovo contrattuale sottoscritto da Filcams, Fisascat e UILTuCS con Confcommercio lo scorso 30 marzo, ad oggi, sia Confesercenti che Federdistribuzione continuano a dichiarare l’ indisponibilità rispetto all’erogazione degli aumenti previsti, con la conseguenza che l’ultimo incremento salariale corrisposto ai lavoratori risale ad ottobre del 2013. In tutto il Molise , sabato, ci sarà lo sciopero con eventuali disservizi che si potranno creare nei confronti dell’utenza.La Famelicità degli imprenditori del settore non ha fine non paghi del risultato già ottenuto con la normativa che ha destrutturato i diritti conquistati con le lotte e con gli scioperi ora mirano al contratto nazionale che costituisce la tutela minima dei tanti lavoratori sottoposti a carichi di lavoro straordinari, che non conoscono né la domenica né le festività e ad orari che si articolano su tutto l’arco della giornata coprendo una apertura che ormai segna le 13 ore giornaliere. Le assemblee in tutte le aziende aderenti a Federdistribuzione e alla Cooperazione, hanno visto la sentita e attiva partecipazione di tantissime lavoratrici e tantissimi lavoratori, per condividere e confermare le ragioni dello sciopero. I lavoratori rispondono”fermamente no alla richiesta delle controparti di aumentare la produttività attraverso il taglio delle retribuzioni, l’annullamento degli scatti di anzianità, la negazione del passaggio dal quinto al quarto livello, all’eliminazione di 32 ore di permesso retribuito, la sterilizzazione di 13esima e 14esima ai fini del calcolo del TFR, il ritorno alle 40 ore di lavoro con una maggiore flessibilità gestita unilateralmente dalle aziende, la decorrenza del contratto dal 2016 al 2018, facendo perdere salario ai dipendenti”. “lo sciopero sarà replicato nella giornata del 19 dicembre, il sabato prima di Natale, i lavoratori e le organizzazioni sindacali nel chiedere scusa ai clienti chiedono di comprendere le motivazioni dello sciopero e di essere solidali con i lavoratori, rinviando i propri acquisti ad un’altra giornata”.
Alfredo Magnifico -Segretario Fisascat Cisl

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