Disostruzione pediatrica, M5S: legge sacrosanta ma priva di copertura finanziaria

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La legge riguardante le tecniche di pronto intervento per la disostruzione pediatrica, votata oggi in Consiglio regionale, affronta un tema importante, è sacrosanta negli obiettivi, ma il testo varato è privo di efficacia, svilito dal dibattito in Aula.
La norma, fondamentale per tanti bambini e tante famiglie molisane, è passata nonostante carenze di varia natura e pur avendo il parere negativo della Commissione competente e dell’Ufficio legislativo.
Come denunciamo da tempo, prima di tutto la legge non ha copertura finanziaria e questo aspetto la rende vuota, priva di effetti concreti. La norma, ad esempio, prevede corsi di formazione e percorsi di sensibilizzazione ma, come detto, non individua fondi né stabilisce il relativo capitolo di bilancio. In pratica non prevede neanche un euro né per la formazione né per l’informazione, quindi non spiega come realizzarle.
Il testo, inoltre, si presta a potenziali conflitti di attribuzione perché invade le competenze del Commissario della Sanità, aprendo al rischio di impugnativa da parte del Governo nazionale. Ma anche il percorso normativo utilizzato per portare la proposta in Aula ha sì accelerato l’iter legislativo, come al solito lento, ma ha privato la Commissione di un doveroso momento di approfondimento della norma, di fatto svilendola e svuotandola.
Davanti a queste considerazioni, che incidono in maniera negativa sui servizi resi ai cittadini e sui loro bisogni concreti, abbiamo deciso di votare contro la proposta di legge complessiva, nonostante in Aula siamo riusciti a far correggere grossolani vizi di forma.
Lo ripetiamo: siamo certi che una norma sulla sicurezza e la salute dei bambini sia sacrosanta, ma abbiamo il dovere politico e morale di denunciare che questa legge, come scritta e come pensata, è solo una norma-spot, nulla più. Noi a questo modo di fare, di intendere la politica, non ci piegheremo mai.
Quanto alla maggioranza, ormai neanche stupisce più la ‘guerra tra bande’ a cui stanno abituando i molisani ad ogni riunione di Consiglio e finanche davanti a una legge su un tema tanto delicato, il centrodestra è arrivato in Aula spaccato e confuso. Una deriva evidente nei vari passaggi della discussione in Aula: la legge proposta da un consigliere di maggioranza subito ‘bocciata’ dall’assessore per carenze di risorse appostate; il presidente di Regione che contraddice l’assessore parlando di semplice legge di principio; il proponente che fa marcia indietro chiedendo il rinvio della norma in Commissione; l’assessore che cambia idea e propone di votare il testo della proposta, il proponente a marcia indietro per la seconda volta che vota a favore della legge.
Comportamenti assurdi di una coalizione alla disperata ricerca di sopravvivenza, che pensa a sé stessa e non al bene dei cittadini.

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