Ciocca: Trenitalia gioca sporco sia con la Regione Molise che con i pendolari

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I disagi patiti dai molisani che intendono usufruire dei servizi offerti da Trenitalia sono ormai entrati di diritto nell’agenda della quotidianità.
Se ci fosse un premio speciale per tale categoria, di certo la società per azioni che gestisce il trasporto su rotaia lo avrebbe vinto più volte.
C’è poco da ironizzare, però: a fronte di un contratto milionario stipulato tra la Regione Molise e Trenitalia, un atto che dovrebbe garantire certezza del viaggio e condizioni di sicurezza, ogni giorno – ormai da anni – i molisani che devono raggiungere le mete di lavoro, di studio o di svago a bordo dei vagoni – la maggior parte di altra epoca – devono mettere nel conto i ritardi, gli imprevisti, i disagi.
A fronte di un biglietto regolarmente pagato e di un contratto di servizio che prevede adempimenti ai quali fino ad oggi Trenitalia ha ottemperato in minima parte, le nostre corse quotidiane diventano sempre notizie di cronaca.
Treni fermi per ore al buio di una galleria, senza che nessuno si prenda la briga di rassicurare i passeggeri né tantomeno di proporre soluzioni alternative al disagio patito; ritardi che a volte sfiorano l’assurdo (come quello registrato ieri nella tratta che collega Campobasso a Termoli, 55 minuti di ritardo su un’ora e 50 di viaggio!), i consueti assalti ai vagoni che partono dal binario extra stazione Termini (dal quale forse parte anche il convoglio utilizzato da Harry Potter!), condizioni disumane alle quali gli utenti sono costretti (viaggi in piedi, bagni non utilizzabili, impianti di riscaldamento e di raffreddamento che funzionano al contrario), scioperi annunciati e messi in pratica con la conseguenza che i convogli di maggiore afflusso – come quello che parte nel primo pomeriggio con destinazione Roma, per il quale forse occorreva garantire il servizio – partano con oltre un’ora di ritardo e dopo una vera e propria “caccia” al macchinista.
Trenitalia, e non è una novità, gioca sporco sia con la Regione Molise che onora il contratto a parecchi zeri sottoscritto per l’erogazione del servizio sia con le esigenze dei suoi pendolari che – è appena il caso di ricordare – pagano il biglietto come tutti gli altri cittadini italiani che prendono il treno.
Per Trenitalia il Molise non esiste, tant’è che per il Frecciarossa non è prevista nemmeno la fermata. Salvatore Ciocca

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