Chiusura de Il Tempo. Santimone e Cimino: altra sconfitta del nostro martoriato territorio

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Quando un quotidiano cessa di esistere non è mai una bella notizia. Anzi, si tratta di una sconfitta, l’ennesima nel nostro già ‘martoriato’ (giornalisticamente) territorio, perché l’informazione diventa di sicuro meno pluralista. ‘Il Tempo’ è stato per decenni l’unica ‘fonte’ di informazione locale (e non solo) per i molisani. Un quotidiano con una tradizione storica non indifferente che, attraverso i suoi articoli ha contribuito alla crescita culturale della nostra gente (ricordiamo ancora la prima pagina ingiallita che campeggiava nella stanza del caposervizio a Campobasso, nella sede di Piazza Pepe, con la scritta ‘Il Molise è Regione autonoma’).
Una testata storica, da anni ‘in sofferenza’ e che tra poche settimane (per la precisione il 13 ottobre), chiuderà definitivamente i battenti.  Calerà definitivamente il sipario sulle edizioni dell’Abruzzo e del Molise. Il quotidiano negli anni scorsi aveva visto, via via, ‘sparire’  prima le redazioni periferiche e poi quelle di Campobasso, Isernia e Termoli (era il settembre del 2010). Da allora gli articoli dei corrispondenti molisani sono stati impaginati nella  redazione del confinante Abruzzo (a Pescara per la precisione). Saranno quattro i nostri colleghi che resteranno senza un lavoro.  A prescindere da un fatto puramente affettivo ciò che purtroppo bisogna sottolineare è che, tra poco meno di un mese, saranno disoccupati e senza alcuna forma di reddito. A loro, in qualità di consiglieri nazionali e a nome dell’ordine, esprimiamo la nostra solidarietà.
Si tratta dell’ennesimo dramma del lavoro; altri quattro colleghi si andranno ad aggiungere al già ‘colmo’ bacino di ‘precari-disoccupati’ nella nostra regione.  Ed essere disoccupati, soprattutto in Molise, non comporta nessun beneficio per un riassorbimento nel mercato del lavoro.  L’azienda dimezza la forza lavoro; e se la proprietà ha deciso di procedere con la politica del risparmio, non abbiamo argomenti in merito per controbattere. Loro conoscono i dati, noi no.  Per il momento non ci resta che condividere la preoccupazione dei colleghi.  Una situazione destinata dunque a ‘collassare’ il prossimo 13 ottobre, salvo ripensamenti.  Sappiamo, per certo, che ci sono e ci saranno ancora dei tavoli, degli incontri. Ci auguriamo che questi vedano tra i protagonisti anche il sindacato molisano.  Del resto, leggendo lo statuto, balza all’occhio come il sindacato debba: “garantire agli iscritti la tutela sindacale e occupazionale; rappresentare gli iscritti nei confronti di terzi, sia in campo regionale che nazionale, per la stipula dei contratti di lavoro, la sua applicazione, la soluzione di vertenze collettive e individuali; favorire e controllare l’applicazione dei contratti nazionali di lavoro giornalistico nelle redazioni che operano in Molise… difendere e sviluppare la libertà di stampa, il pluralismo dell’ informazione…”.
Così come ci auguriamo che il presidente Frattura “accompagni – si legge testualmente – il governo della Regione Abruzzo nelle iniziative che vorrà mettere in campo per continuare ad assicurare una tradizione di così alto profilo’, ricordando però che nella bozza della legge sull’editoria non c’è nessun tipo di  riferimento alle testate non regionali.

Cosimo Santimone  Consigliere nazionale dell’ordine dei Giornalisti
Vincenzo Cimino Consigliere nazionale dell’ordine dei Giornalisti

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