Slp Cisl: “Il decreto non risponde alle caratteristiche di attività essenziali”

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Nei giorni scorsi Cgil, Cisl e Uil hanno sollecitato un incontro urgente al presidente del Consiglio per verificare gli effetti applicativi del “Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Codid-19 negli ambienti di lavoro” e per chiedere misure più rigorose di sospensione delle attività non essenziali alla luce della consistente progressione dei contagi. Lo stop doveva esserci in tutti quei luoghi di lavoro, ove non ci sono le condizioni di sicurezza definite nel Protocollo del 14 marzo 2020, anche se definite attività essenziali. Le OO.SS. Confederali Nazionali hanno chiesto un incontro urgente al Ministero dello sviluppo economico e al Ministero dell’economia e delle finanze finalizzato a modificare l’elenco di codici Ateco contenuti nell’allegato 1 al DPCM del 22 marzo 2020. Il DPCM firmato ieri 22 marzo dal Presidente del Consiglio e dal Ministro della Salute non tiene conto delle richieste che le OO.SS. hanno posto all’attenzione dell’Esecutivo. Visto la situazione adesso è necessario – afferma il Segretario della CISL Poste Antonio D’Alessandro – analizzare ogni singolo settore produttivo. Noi lo facciamo per Poste Italiane S.p.A. visto il lavoro particolare a servizio di una moltitudine di clienti. Se il DPCM del 22 marzo 2020 considera il servizio Postale tra quelli essenziali, si chiede una migliore definizione di quelli che possono essere definiti tali. Può essere il pagamento di un bollettino per beneficenza, l’anticipo di una prenotazione per le vacanze, la consegna delle stampe pubblicitarie e di pacchi contenenti rossetti, rientrano tra i servizi funzionali per il bene dello stato e delle persone?

In tantissimi luoghi di lavoro – dichiara Antonio D’Alessandro -, ancora non sono state eseguite le previste sanificazioni degli ambienti di lavoro, come non sono stati sanificati i mezzi di trasporto, auto aziendali. Tantissimi lavoratori – denuncia Antonio D’Alessandro – a contatto con il pubblico non sono stati dotati di mascherine, guanti e di gel disinfettante, in data odierna dovrebbero arrivare solo per le zone rosse. È necessario definire, se il personale “Lavoratori” che svolge un’attività essenziale per il sistema paese, può andare in trasferta da e per le zone rosse. Non è stata presa nessuna decisione in merito al pendolarismo nonostante la riduzione di mezzi pubblici. Nei prossimi giorni saranno pagate le pensioni cadenzate in ordine alfabetico, perché le stesse coincidono con l’arrivo di una perturbazione fredda, e poiché la tipologia della clientela è ultra sessantenne, è necessario coinvolgere tutti sindaci per sensibilizzare i clienti di Poste Italiane S.p.A. a utilizzare gli ATM. Inoltre è opportuno chiedere ai sindaci la collaborazione di volontari davanti agli uffici postali e ATM. Nulla è stato messo in piedi per i lavoratori ipersuscettibili, in altre parole affetti da particolari patologie che li rendono maggiormente a rischio d’infezione da Covid-19, nonostante i datori di Lavoro conoscono le prescrizioni, dei singoli lavoratori, fornite dal Medico Competente Territoriale. Considerato la gravità dei fatti, è opportuno – termina Antonio D’Alessandro – che le Istituzione e gli organi di vigilanza svolgano fino in fondo il loro Lavoro.

Il Coordinatore SLP-CISL Molise (Antonio D’Alessandro)

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