Salvini in Molise per consacrare Marone, PCL: il neo assessore dovrebbe dimettersi

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E’ diffusa l’opinione che per sapere la verità basta prendere l’opposto di quello che dice Salvini. Mai più azzeccata fu tale considerazione popolare dopo le sue dichiarazioni rese nella recente visita a Termoli. Ed infatti ha detto che chi non vuole il leghista Marone come assessore regionale al lavoro “non rispetterebbe il voto popolare”, quando tutti sanno che il voto elettorale molisano aveva invece espresso altre due candidate, mentre Marone è di nomina esterna imposta dall’alto.

Sic! Poi fatto la battuta contro la ministra Azzolina come la sua Gelmini non avesse massacrato la scuola pubblica con tagli miliardari e controriforme peggiorative della del diritto allo studio. Ma il colmo l’ha raggiunto sul Molise: ha anche avuto la faccia tosta di dire che con questo suo assessore Marne la “Lega continuerà ad operare nel Molise in favore del lavoro”: lasciamo pure la disastrosa gestione leghista pregressa del lavoro nella Giunta Toma, l’esordio del suo neo assessore al lavoro Marone, si è distinto proprio per la ferocia contro i diritti dei lavoratori nel perorare quello che è stato giustamente valutato da lavoratori e altri sindacati, come l’ “accordo-truffa” di Molise Acque, avente infatti lo scopo di rinnovare la precarizzazione per altri tre anni, così impedendo la immediata stabilizzazione di circa 45 lavoratori di cui l’azienda ha comunque bisogno ogni anno, come da essa stessa ammesso, e nonostante tale diritto fosse già acquisito sin da oggi per effetto dell’art.19 D.Lgs 81/2015 per superamento dei limiti dei loro contratti precari.

Peraltro esponendo l’azienda pubblica ad ingenti risarcimenti per abuso di precariato. Il PCL MOLISE unitamente al Coordinamento molisano delle sinistre di opposizione di cui fa parte, sta sostenendo per quel che può questa rivendicazione elementare contro l’assessore Marone. Né questo ci meraviglia, essendo la Lega uno dei partiti della estrema destra reazionaria storicamente al servizio dei padroni e nemica giurata dei lavoratori, impegnata infatti a scatenare guerre tra poveri per dirottarli verso falsi obiettivi (prima i terroni, oggi i migranti). Tanto più che il Marone, sta cercando di utilizzare, per tale operazione antisociale presso Molise Acque, il famigerato art.8 DL 138/2011, nonché il nefasto accordo interconferederale del 2014, concertati tra Confindustria, governi e burocrazie sindacali, per poter creare aziendalmente possibilità di deroga in peggio delle condizioni contrattuali nazionali ed addirittura delle norme di legge.

La lotta a Molise Acque è in corso: la maggioranza dei lavoratori ed altri sindacalisti in Molise Acque tra cui in primis Di Schiavi, stanno resistendo per rivendicare la stabilizzazione già maturata, se del caso ricorrendo anche alle vie legali. E ribadiamo l’appello ai lavoratori della Uil e della CGIL del Molise perché contestino duramente l’operato nefasto e filo aziendale personalmente deciso dai loro segretari molisani. Ma una cosa è certa: la linea di questo assessore leghista Marone, coerente con la natura reazionaria ed antisociale del suo partito, nel caso di Molise Acque ha ben mostrato la sua direzione generale: colpire i lavoratori per favorire i padroni nel privato come nel pubblico, inclusa la continuazione del precariato come ordinaria modalità di assunzione, che è una delle piaghe sociali imposte da Confindustria e divampate in Italia in questi ultimi trent’anni, grazie alle controriforme dei governi di destra e di “centrosinistra” fino agli ultimi due governi Conte con l’appoggio delle burocrazie sindacali.

Pertanto alla consacrazione termolese fatta da Salvini a Marone, contrapponiamo un appello ai lavoratori, disoccupati e precari molisani PER CHIEDERE LE DIMISSIONI IMMEDIATE DELL’ASSESSORE MARONE, non solo per il carattere antidemocratico della sua nomina, ma per il pericolo sociale che queste politiche leghiste rappresentano anche nel Molise, colpendo ciò che rimane dei diritti dei lavoratori.

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI – SEZIONE MOLISE

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