Roberti scrive a Conte e Toma: Sospensione dell’attività delle fabbriche che non producono beni di prima necessità

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Gli amministratori della Provincia di Campobasso, da me rappresentati in qualità di Presidente di questo Ente, stanno provvedendo a svolgere una capillare informazione pubblica in merito alle adeguate misure di contenimento, informazione scevra da allarmismi, ma tuttavia corretta nella definizione degli autentici rischi e della drammaticità della situazione. In qualità di Presidente mi sto facendo portavoce della necessità di procedere quotidianamente assumendo atti e realizzando azioni volte a tutelare le nostre comunità. Consapevole del crescente numero di contagi e della necessità di ridurre i contatti interpersonali, ritengo che la mia funzione di rappresentanza, unita a quella dei Sindaci di tutto il territorio, debba esplicitarsi altresì nel segnalarVI le perplessità e le preoccupazioni manifestateci quotidianamente dalla popolazione dell’intero territorio della Provincia di Campobasso.
Da parte della comunità locale, solo con alcune marginali e circoscritte eccezioni, c’è attenzione e rispetto per le prescrizioni poste dal DPCM dell’11 marzo 2020: la riduzione delle libertà individuali è stata percepita come necessario sacrificio al fine di garantire un bene maggiore quale l’incolumità di tutti e la salute pubblica.
Il bene della comunità è posto da tutti i cittadini quale priorità rispetto agli interessi dei singoli e, al contempo, sono gli stessi cittadini che chiedono a me e a tutti i Sindaci “di fare di più”, di garantire misure di tutela più ampie affinché gli sforzi individuali non vengano vanificati.
La sospensione delle attività didattiche, la chiusura di bar, ristoranti e varie attività commerciali, i sacrifici economici delle piccole imprese locali risultano però vanificati dalla simultanea apertura di fabbriche ed impianti industriali che producono beni non di prima necessità.
In particolare, sono rammaricato nel dover evidenziare, Ill.mi Presidenti, le paradossali situazioni in cui vivono quotidianamente, con grande ansia, molte famiglie, le quali, se da un lato si vedono giustamente imposto l’obbligo di mantenere a casa i propri figli invece di mandarli a scuola, d’altro canto vedono però richiesto ai genitori di recarsi a lavorare in fabbrica, nelle quali si creano grandi assembramenti in occasione dei quali il rischio di ritrovarsi contagiati è elevato.
La Provincia di Campobasso, ed invero l’intera Regione Molise, vede buona parte della propria economia fondarsi sulle attività produttive delle numerose industrie presenti nel Nucleo Industriale di Termoli. In questo insieme di industrie assai rilevanti, tra le quali spicca la grande fabbrica della FCA (già FIAT), e con esse tutto l’indotto, unitamente ad importanti industrie chimiche quali la FIS, MOMENTIVE e PERFORMANCE ADDITIVES in uno con altre presenti sia a Termoli e sia nel Nucleo Industriale di Campobasso/Boiano le quali – sia pur di minore impatto occupazionale – impiegano ugualmente un numero cospicuo di lavoratori, si continua quotidianamente ancora a lavorare come nulla fosse, nonostante le perplessità espresse dai rappresentanti dei lavoratori e della sicurezza sui luoghi di lavoro, così forti tanto da indurli a proclamare scioperi, spesso anche spontanei, al fine di poter garantire a tutti il rispetto del dovere nonché il legittimo esercizio del diritto di “restare a casa”.
Pertanto, in considerazione anche delle misure economiche recentemente adottate dal Governo, ritengo necessario chiedere alle Signorie Vostre, nella mia veste di primo rappresentante della popolazione della Provincia di Campobasso, di voler adottare provvedimenti adeguati al fine di tutelare la salute di tutti i nostri lavoratori e delle rispettive famiglie, presso le quali quotidianamente ritornano dopo il turno di lavoro.
In attesa di un riscontro, nella certezza di condividere il prioritario interesse per il bene comune, si porgono cordiali ringraziamenti e saluti”.

FRANCESCO ROBERTI
Presidente della Provincia di Campobasso

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