Piano strategico del Turismo, ambo, terna, quaterna ….ma senza tombola finale!

Un grande lavoro di studio e di analisi, che rischia di tradursi in un documento senza conseguenze e di nessuna utilità per il Molise.È la fotografia del Piano Strategico del Turismo approvato oggi pomeriggio in Consiglio Regionale. Che a fronte dell’ottimo lavoro di Sviluppo Italia e degli altri incaricati della sua redazione, è deficitario della parte più importante, quella politica.
Perché non c’è programmazione, non dialoga, non si armonizza e non si incasella con le altre pianificazioni strategiche regionali, come il Piano dello Sport (all’ordine del giorno di oggi in Aula) o il Piano sociale, che sta per essere discusso, o le programmazioni in materia di ambiente o per lo sviluppo, a partire da quella agricola e di trasformazione agroalimentare di qualità.
Quali sono le prime azioni che si vogliono finanziare? Quali i tempi? Quante risorse, ogni anno, saranno appostate nel Bilancio regionale? Quali sono le misure che concretizzano le previsioni in esso contenute?
Le altre Regioni, come ad esempio l’Emilia Romagna e la Toscana, lo dicono, lo prevedono, lo fanno. Nei loro Piani del Turismo si sono dotate nel dettaglio di precise impostazioni finanziarie, incrociandole, correttamente, anche con le altre pianificazioni strategiche. In una parola, programmano. E i risultati arrivano, in termini di promozione del territorio e presenze turistiche.
Il Molise, invece, no. Si dota di un ottimo programma di screening e poi non riesce a mettere in campo le azioni conseguenti. Diciamo quello che vogliamo fare, ma non come lo vogliamo fare, con quali risorse, priorità, mezzi.
Per fare un esempio eclatante, prendiamo la “prima tombola geografica del Molise”, dal “modico” costo di 24,99 euro, che in bell’evidenza mostra il logo dell’Assessorato al Turismo, addirittura “firmata” dall’Assessore Cotugno. Io non credo sia stata finanziata dall’Assessorato e che Cotugno abbia autorizzato.  Ma l’esempio serve solo per dimostrare la distanza fra teoria e pratica, ivi inclusi gli strumenti usati. E allora, nel caso di specie, Cotugno – al quale va comunque il plauso di aver portato a compimento il Piano Strategico – dovrebbe chiedere la rimozione del logo e, in ogni caso, garantire il controllo e assicurare la governance complessiva del sistema.
Dunque, restiamo fermi ad un’ottima premessa, ma senza alcuna possibilità di esplicare il potenziale del Piano. Una premessa dove il lavoro dei dipendenti di Sviluppo Italia e degli altri soggetti è stato certamente di qualità. Cosa che, invece, non è possibile affermare per il moltiplicarsi dei costi del CdA di Sviluppo Italia (da uno a tre) voluto da Toma. Uno spreco di risorse non necessario e non giustificabile, alla luce di un piano turistico, per il quale sono state necessarie risorse umane e finanziarie addizionali. Lo abbiamo segnalato al “Controllo analogo” del MEF. Vedremo.
Come dire? Ambo, terna, quaterna.…..ma senza la possibilità di fare tombola!

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