Piano sociale per il triennio 2020-2022, approvato a maggioranza in Consiglio regionale

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Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza (12 voti a favore, 2 contrari e 5 astenuti), il Piano sociale per il triennio 2020-2022, redatto dalla Giunta regionale in attuazione della lr n. 16 del 2014.


Il Piano Sociale, licenziato con parere favorevole dalla IV Commissione, aveva visto l’inizio della discussione generale, con l’illustrazione fatta all’Aula dal relatore Filomena Calenda, nella seduta dell’Assemblea consiliare dello scorso 3 marzo.
E’ quindi continuata oggi la discussione generale nella quale hanno preso parte i Consiglieri Primiani, Fanelli, Greco, Romagnuolo e il Presidente della Giunta regionale Toma.


Nell’intervento il relatore Calenda, anche nella sua veste di Presidente della IV Commissione, ha ricordato l’attività di ascolto dei soggetti istituzionali interessati, Enti locali e Ambiti territoriali, svolta dall’organismo che presiede, nell’ambito dell’istruttoria che ha compiuto per l’espressione del parere di competenza.


Il relatore ha anche rilevato che complessivamente le risorse finanziarie che sostengono il Piano per il triennio 2020-2022 ammontano a circa 41 milioni di euro, ripartiti su base annua tra gli Ambiti Territoriali Sociali, in riferimento alla popolazione. La quota annuale di risorse disponibili ammonta a 13 milioni e 800 mila euro, da destinarsi agli interventi sociali e socio-sanitari sul territorio molisano. Le risorse finanziarie derivano perlopiù dai fondi nazionali e in parte dal bilancio regionale.

In particolare, come prevede la normativa di riferimento, il Piano rappresenta lo strumento di governo del sistema dei servizi e delle attività sociali. Pertanto il provvedimento mira a definire:
a) l’individuazione, sulla base dell’omogeneità territoriale, degli Ambiti territoriali sociali e il relativo assetto istituzionale e organizzativo;
b) le modalità per il raccordo tra la pianificazione regionale e quella zonale attraverso linee di indirizzo e strumenti per la pianificazione di zona;
c) gli obiettivi di benessere sociale da perseguire, con riferimento alle politiche sociali integrate di cui al comma 1 dell’articolo 4 ed i fattori di rischio sociale da contrastare;
d) le caratteristiche quantitative e qualitative dei servizi e degli interventi che costituiscono i livelli essenziali delle prestazioni sociali da garantire, secondo quando previsto al comma 2 dell’articolo 4;
e) le priorità di intervento relative ai soggetti di cui all’articolo 7, comma 5;
f) le sperimentazioni e gli interventi di cui all’articolo 13, comma 5;
g) le modalità di ripartizione delle risorse destinate al finanziamento del sistema integrato dei servizi;
h) le politiche, le metodologie e le intese per l’integrazione sociosanitaria;
i) gli indicatori per la verifica di efficacia e di efficienza degli interventi e relativo sistema di valutazione, verifica e monitoraggio;

l) gli interventi innovativi, di ricerca e di sperimentazione, di interesse regionale;
m) le iniziative di comunicazione sociale e di sensibilizzazione finalizzate alla prevenzione del disagio e della esclusione sociale.

In quest’ottica lo strumento di pianificazione pone in premessa un’analisi del contesto socio-economico del Molise, evidenziando i punti di maggiore criticità o debolezza del tessuto demografico e territoriale.

Parimenti il testo del documento raccoglie anche alcune istanze prodotte dai vari portatori di interesse auditi nell’iter redazionale e valutativo. Vengono quindi individuate le aree prioritarie d’intervento rispetto alle quali i Piani di zona sono chiamati ad assicurare risposte adeguate sulla base degli indirizzi e degli obiettivi di servizio nonché in armonia con le strategie gestionali utili ad un’azione amministrativa efficace ed efficiente ed improntata sui principi di economicità, trasparenza, parità di trattamento e di
ottimizzazione e integrazione di tutte le risorse umane, strumentali ed economiche messe in campo.

In particolare il Piano sociale regionale individua sei aree di intervento: segretariato sociale; responsabilità familiare e minori; anziani, disabili; disagio adulto e contrasto alla povertà; contrasto alla violenza di genere.

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