Parco del Matese, lettera della Rete dei comitati alla Regione Campania

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Un disservizio informatico ha precluso alla Rete dei Comitati di Tutela Ambientale di Campania e Molise di acquisire la convocazione dell’odierna convocazione in audizione a Napoli inviata dal Presidente della VII^ Commissione ed inerente i contenuti della proposta di legge regionale n.543 sui laghi della Campania. Onde evitare che la mancata ricezione della convocazione precluda alle rappresentanze delle associazioni, organizzazioni e comitati che aderiscono alla Rete di contribuire alla redazione del testo di legge menzionato si trasmettono all’attenzione della Commissione Ambiente della Regione Campania le seguenti ed essenziali osservazioni già anticipate in più note trasmesse via pec sia alla Giunta che al Consiglio Regionale della Campania e alla stessa Commissione in indirizzo.

La questione che merita di essere inserita nella proposta di legge si riferisce alla salvaguardia del Parco Nazionale del Matese e delle aree circostanti, con specifico riferimento ai corsi d’acqua, al fiume Tammaro e ai suoi affluenti, all’invaso di Morcone – Campolattaro, al lago Matese e al resto degli invasi, fiumi o laghi ricadenti nell’area di confine tra Campania e Molise da Venafro (IS) a Cercemaggiore (CB) con specifico riferimento al Massiccio del Matese. Come è stato segnalato da tempo immemore a tutte le istituzioni locali, provinciali, regionali e nazionali, l’area menzionata rappresenta il principale serbatoio d’acqua dolce del Centro-Sud e merita di essere preservata visto che dalle sorgenti del Matese affluisce gran parte dell’acqua alle utenze della città di Napoli e di parte rilevante della Campania. Persistere in autorizzazioni ad installare pale eoliche sui crinali del Matese, oltre a rappresentare uno scempio naturalistico, paesaggistico ed ambientale, rischia con scavi in profondità, necessari per i basamenti e le fondazioni in cemento, di intaccare, stravolgere, mutare o danneggiare irreversibilmente parte delle preziosissime sorgenti.

Autorizzare impianti di compostaggio della frazione umida dei rifiuti nelle immediate vicinanze del fiume Tammaro e dell’invaso di Morcone – Campolattaro potrebbe arrecare conseguenze facilmente intuibili, che si potrebbero evitare a monte con una legislazione ambientale tesa a salvaguardare i laghi da possibili insidie o criticità.

Se si acquisiscono agli atti della VII^ Commissione della Regione Campania le molteplici comunicazioni inoltrate formalmente dalla Rete dei Comitati di Tutela Ambientale di Campania e Molise afferenti l’eolico selvaggio e l’impianto di compostaggio rifiuti nel territorio del Parco Nazionale del Matese o comunque a ridosso del fiume Tammaro e dell’invaso di Campolattaro, si potranno inserire specifici emendamenti al testo della proposta di legge regionale n.543 a tutela e vantaggio del bene pubblico, dei cittadini, del Sannio e della Valle del Tammaro.

P/La Rete dei Comitati di Tutela Ambientale di Campania e Molise

Anna Spina

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