Europee/Patriciello: occorre un grande piano infrastrutturale per il Mezzogiorno

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L’eurodeputato uscente, Aldo Patriciello, candidato con Forza Italia alle elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo. Aldo Patriciello , imprenditore molisano, diventa deputato al Parlamento europeo nel maggio 2006, durante la sua attività di europarlamentare ha ricoperto fino ad ora all’interno del Parlamento europeo diversi incarichi, nella sua prima elezione nel 2004 il ruolo di Vice Presidente della Commissione Industria, Telecomunicazioni, Ricerca ed Energia. Inoltre è stato membro della Commissione per il controllo dei bilanci e membro sostituto della Commissione per i trasporti e il turismo e della Delegazioni per le relazioni con i paesi del Maghreb e l’Unione dei Maghreb arabo (compresa la Libia). Di seguito la nostra intervista all’ europarlamentare.

Onorevole Patriciello Lei si candida per il quarto mandato alle Europee, una esperienza politica ultradecennale. “Il Molise in Europa”, quale valenza darebbe a questa frase?
Una valenza che è un obiettivo e un obbligo al tempo stesso. Una piccola regione come la nostra ha il dovere di essere più che mai europeista. Bruxelles investe risorse ingenti per le regioni del Sud, Molise compreso. Solo all’interno di una cornice saldamente europea il Molise ha la possibilità di essere più forte e di sostenere la sua economia.

L’Italia è uno dei paesi fondatori dell’UE, ma oggi che ruolo svolge? E quale la rappresentanza del Meridione?

L’Unione Europea l’abbiamo voluta noi. È una lezione che non dobbiamo mai dimenticare se vogliamo dare un senso ai sacrifici compiuti dai nostri padri. L’obiettivo di creare un’istituzione che bandisse la guerra dal continente è stato ampiamente rispettato. È chiaro che ora l’Ue ha bisogno di cambiare, di essere modificata per affrontare quelle che sono le nuove sfide. E tra queste la crescita delle regioni del Mezzogiorno è senza dubbio una delle più importanti.

OCSE, dati shock sull’Italia, Lei ha commentato il rapporto presentato a Parigi, ma quale la soluzione per riportare il Paese in crescita?


Purtroppo l’Italia è tra gli ultimi Paesi dell’Unione Europea per quanto riguardala crescita economica. Le politiche del governo giallo verde sono deboli e contraddittorie. Pensiamo al nostro Sud: dare il reddito di cittadinanza è una misura “tampone”, effimera, che non risolve il vero problema che è quello dell’assenza di posti di lavoro. Dobbiamo dunque puntare sulla defiscalizzazione del costo del lavoro, sugli incentivi alle Pmi, sull’innovazione e la ricerca. E soprattutto su un grande piano infrastrutturale per il Mezzogiorno.

Made in Italy e Made in Molise, pensa che ci possa essere una rivalutazione dei prodotti tipici e della filiera economica che rappresentano?


Ci deve essere. In questi anni a Bruxelles abbiamo lavorato molto su questi temi e promosso ogni tipo di iniziativa per tutelare le nostre eccellenze. Anche qui, dunque, il ruolo dell’Europa è fondamentale. Come potrebbe il nostro piccolo Molise difendersi dalla concorrenza di Cina, India, Usa, Russia ed altri Paesi senza l’aiuto e le regole commerciali che Bruxelles impone?


Emigrazione, dal Molise agli altri stati europei. Cosa pensa sia necessario per bloccare ” questa fuga” soprattutto di dei giovani? E l’Europa come potrebbe intervenire?


Su questo punto abbiamo il dovere di essere chiari: se non arresteremo l’enorme flusso migratorio dei nostri giovani perderemo la capacità di progettare il nostro futuro. Un territorio che perde i suoi migliori ragazzi perde tutto. Occorre dunque un grande piano di contrasto all’emigrazione. E anche qui la soluzione è sempre e solo una: lavoro, lavoro, lavoro.

Negli ultimi anni stiamo assistendo non solo alla crisi economica, del lavoro ma anche ” allontanamento” dalla politica, o meglio dai partiti politici. Lei crede cosa pensa a riguardo?


È un problema generale, purtroppo. La politica degli ultimi anni si è concentrata troppo sul presenzialismo e sulla ricerca del consenso a tutti i costi. A farne le spese è stato il contatto con i cittadini. Io sto girando in lungo e in largo le sei regioni del collegio e so bene quanto gli elettori sentano il bisogno di avere riferimenti politici presenti e disponibili. Personalmente, ad un “like” ho sempre preferito una stretta di mano. Stare tra le gente è l’unica politica social che conosco.

In conclusione una replica allo slogan provocatorio “Il Molise non esiste”.


I molisani sono un popolo caparbio, orgoglioso della propria identità, fiero e laborioso. Il Molise è una terra che deve ancora riuscire ad esprimere a pieno tutte le sue potenzialità. L’Europa è dunque un’opportunità da non lasciarsi sfuggire. Il futuro di intere generazioni, passa dalla capacità di riuscire a credere che il riscatto è nelle nostre mani.Il Molise c’è, al suo fianco c’è anche l’Europa.

(Redazione)

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