Doppia seduta di Consiglio regionale. In discussione la vertenza Gam

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Si sono conclusi poco prima delle ore 18,00 i lavori del Consiglio Regionale del Molise, convocati dal presidente Vincenzo Niro per la giornata  del  3 dicembre 2013 con una seduta antimeridiana ordinaria, per l’esame degli argomenti iscritti  nell’ordine del giorno della assemblea dello  scorso 26 novembre (seduta di aggiornamento del 19 novembre), rinviata a causa del maltempo, e una seduta pomeridiana monotematica, richiesta dai consiglieri Fusco Perrella, Sabusco, Lattanzio, Micone, Romagnuolo e Cavaliere, per discutere della situazione riguardante l’azienda GAM s.r.l.di Bojano.

Prima dell’avvio dei lavori si è tenuta la cerimonia promossa dall’ufficio di presidenza,  riguardante alcune iniziative previste nell’ambito della campagna nazionale un “Posto occupato” per favorire la sensibilizzazione sui temi del femminicidio e della violenza nei confronti delle donne, a cui il Consiglio Regionale del Molise ha data la sua adesione.
E’ stato previsto l’allestimento di una sedia, lasciata vuota, ma simbolicamente occupata da una rosa rossa, un nastro tricolore e copia della legge regionale n.15 dell’ottobre 2013, recante “Misure in materia di prevenzione e di contrasto alla violenza di genere”, approvata alla unanimità dal Consiglio, per rappresentare idealmente una presenza. Interessanti anche le letture di leggi, atti europei e di alcuni articoli della Costituzione a favore della dignità femminile e contro la violenza sulle donne, effettuate da sette studentesse  del liceo scientifico di Campobasso.
Dopo le consuete comunicazioni all’aula da parte del presidente Niro, che ha lasciato in tarda mattinata la presidenza al vice presidente, Cristiano Di Pietro, per altri impegni istituzionali, si è proceduto alla iscrizione di una mozione del movimento cinque stelle, su richiesta del consigliere Federico, riguardante la “Spending review organico Regione Molise”.
La proposta, illustrata dallo stesso Federico, prende spunto da una normativa nazionale che circoscrive alla data del 31 dicembre 2013 il termine ultimo assegnato alle Pubbliche Amministrazioni per la predisposizione di una “previsione delle cessazioni di personale in servizio” e tende ad impegnare “Il Presidente e la Giunta Regionale a dare mandato al Direttore Generale di predisporre, con somma urgenza, poiché il termine ultimo è appunto il 31 dicembre, tutto quanto necessario al fine di redarre un programma orientato ad individuare la platea dei destinatari della possibile applicazione della normativa richiamata, al fine di produrre i conseguenti risparmi di spesa”.
Sulla possibilità di utilizzare tale provvedimento, con il pensionamento di parte del personale regionale che ha maturato i requisiti previsti dalla legge,  sono stati tutti in sintonia e la proposta, con il voto contrario del consigliere Di Nunzio, è stata iscritta. In proposito, però, il presidente della Giunta, Frattura, pur votando la iscrizione, ha tenuto a sottolineare che l’esecutivo già si è mosso e la problematica è già  è in fase di definizione da parte del direttore generale e della struttura. Il Presidente ha anche aggiunto che in settimana presenterà una proposta di legge comprendente l’articolo 7, i vitalizi maturati prima della abrogazione, indennità dei consiglieri e regolamentazione del gruppo misto.
Ha quindi chiesto di rinviare l’iscrizione della proposta di legge concernente l’abrogazione dell’art.7 della consigliera Lattanzio  che, comunque, messa ai voti, è stata respinta dalla maggioranza, con l’astensione dei consiglieri Federico e Manzo del movimento cinque stelle.
 Approvata, invece, la iscrizione di altre tre proposte di legge che saranno discusse nella prossima seduta, dei consiglieri Di Pietro e Parpiglia sulle “Modifiche alla legge regionale n.25 del 2008 riguardante interventi per il recupero dei sottotetti e locali interrati e porticati”, del consigliere Cavaliere “proroga termine della legge regionale 30 del 2009 riguardante il piano casa”, della Giunta Regionale su “integrazioni all’art.18 della legge regionale che modifica la legge 18-1-2000, n.6”.
Esaurite le iscrizioni delle proposte di legge si è proceduto con l’ordine del giorno e si è passati al primo punto concernente un ordine del giorno del movimento cinque stelle riguardante la “Commissione parlamentare d’inchiesta sulle dichiarazioni del pentito Carmine Schiavone”, per quel che concerne lo sversamento illegale dei rifiuti tossici anche in Molise.
E’ stato il consigliere Federico ad illustrare l’ordine del giorno col quale si chiede “al Presidente della Giunta di attivarsi presso gli organi preposti con ogni azione utile al fine di inserire anche il Molise nell’ambito dei territori dove la Commissione parlamentare opererà, o comunque adoperarsi affinché qualunque azione in divenendo di Governo e Parlamento includa anche il Molise, con l’obiettivo di dare respiro alla questione ed affiancare il lavoro della task force regionale”.
Dopo gli interventi sull’argomento dei consiglieri Romagnuolo “anche il Molise deve essere certamente inserito nella verifica dei territori per i rifiuti”, Ciocca “abbiamo avviato iniziative da mettere in campo per questo gravissimo problema”, Fusco Perrella “mi fa piacere che la terza commissione si è mossa, anche se avremmo gradito la trasmissione degli atti”,  Monaco “ben vengano le indagini e gli accertamenti. I nostri figli hanno diritto a vivere su un territorio sano”, dell’assessore Petraroia “siamo tutti in sintonia nel far inserire il Molise nei territori da verificare e bonificare”, dell’assessore Facciola “condivisibile la richiesta dell’ordine del giorno, può essere votata favorevolmente. Il ministero dell’ambiente sta anche accantonando le risorse in merito, 8-9 milioni di euro”, l’argomento è passato con il voto UNANIME.
Sul secondo punto in agenda, concernente “Abrogazione della legge n.21 del 5 ottobre 2012” che individua il numero dei consiglieri e assessori regionali,   il Presidente Frattura ha posto una pregiudiziale chiedendo la sospensione della trattazione dell’argomento perché è all’esame della prima commissione una apposita proposta.
Il consigliere Cavaliere “non è il caso di portare avanti il discorso del quinto assessore”  ha invitato il presidente Frattura a ritirare il provvedimento unitamente a quello sullo statuto (proposta Niro-Frattura).
Il consigliere Totaro a questo punto, affermando che il partito democratico è contrario all’allargamento della Giunta, ha chiesto una sospensione della seduta, accordata dal presidente Di Pietro.
Alla ripresa dei lavori, dopo gli interventi dei consiglieri Federico “vogliamo capire se lo volete o non lo volete il quinto assessore, se serve o no”,  Cotugno “il quinto assessore non è per Rialzati Molise, né per Cotugno. Rialzati Molise rivendica la propria dignità e il proprio ruolo dato dall’elettorato molisano”,  Fusco Perrella “voglio sapere i motivi che impediscono la promulgazione dello Statuto. E’ necessario modificare uno Statuto che non è stato promulgato? E’ necessario nel Molise nominare il quinto assessore?”, Monaco “da sempre sono stato contrario all’allargamento della Giunta. Invito il Presidente ad andare avanti”, ha preso la parola, prima della votazione sulla richiesta di rinvio, il Presidente Frattura “Non siamo appassionati al quinto assessore per appianare i problemi di maggioranza. Benché ce ne sia bisogno, per meglio rappresentare il Molise in alcune commissioni ove è assente, non siamo intenzionati a nominarlo. Ho chiesto il rinvio dell’argomento in commissione per trovare le giuste motivazioni. E’ mio intendimento procedere in tempi brevi anche alla promulgazione dello Statuto. Nessuno ha detto però che lo statuto era previsto per trenta consiglieri. Mi auguro che insieme si possa scrivere la importante carta nell’interesse dei molisani”.
Messa ai voti la sospensione richiesta dal Presidente Frattura, la stessa è passata con i voti della maggioranza. Hanno votato contro i consiglieri Manzo e Federico. Si sono astenuti gli altri consiglieri di minoranza. L’argomento torna in prima commissione.
Con la richiesta del consigliere Cavaliere dell’anticipazione dell’argomento riguardante il “Piano Casa” da discutere nella prossima seduta, votata alla unanimità, si è conclusa la seduta antimeridiana, poco dopo le ore 15,00.
Per la seduta ordinaria, il presidente di turno, Di Pietro, ha dato appuntamento a martedì prossimo, 10 dicembre, alle ore 11,00.Dopo una breve pausa di pochi minuti, alla presenza di un nutrito numero di lavoratori della Gam, si è passati alla seduta pomeridiana monotematica sulla situazione dello stabilimento boianese, richiesta da un quinto dei consiglieri, tutti di minoranza, ai quali si è aggiunta la consigliera Lattanzio.
Sul punto hanno preso la parola i consiglieri Micone, Fusco Perrella, Federico e Cavaliere. Tutti hanno posto l’accento sulla necessità di salvare la filiera avicola che dà lavoro a tante persone.
“Abbiamo deciso di intervenire per la ristrutturazione dell’azienda, non per chiudere, per mettere in primis in sicurezza l’impianto. Venuto meno l’imprenditore Leocata, abbiamo inteso preservare le risorse da investire per la riorganizzazione industriale. Questi incontri monotematici li faremo per tutti i settori, sanità, trasporti, etc.”” – ha affermato il presidente Frattura.
Ha preso altresì la parola il consigliere Cotugno che ha illustrato un suo progetto “industriale-finanziario” di rilancio dello stabilimento.
Dopo ulteriori interventi dei consiglieri Cavaliere e Fusco Perrella, hanno chiuso i lavori gli assessori Facciolla e Petraroia.
Quest’ultimo ha ribadito il concetto espresso dal presidente Frattura sulla problematica: “C’è la volontà della Regione di fare tutto il possibile affinché tale patrimonio rappresentato dalla Gam possa essere salvato valorizzato. C’è stato interesse di un solo partner economico che non ha ritenuto di proseguire. Devo dire che la proposta del consigliere Cotugno deve trovare un approfondimento in commissione. Gli aspetti su cui ora possiamo lavorare sono quelli di coinvolgere i comuni, l’assoindustria, i sindacati, per arrivare a formulare al governo una formale richiesta di riconoscimento dell’area di crisi per il territorio di che trattasi, che va da Boiano a Venafro, che raccoglie una popolazione di circa 100.000 abitanti e che vede il rischio concreto di perdere duemila posti di lavoro. Avviare dunque la vertenza Molise”.
A questo punto, esaurita la discussione sulla Gam,il presidente Di Pietro ha dato appuntamento a martedi prossimo, dieci dicembre, alle ore 11,00.

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