Gam e filiera avicola, in aula tutti i numeri della crisi. Frattura: passato di debiti e sperperi

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frattura consiglio reg“Nel nostro Consiglio regionale proviamo a capire quanto responsabilmente ci siamo impegnati a fare dal primo giorno per raddrizzare la situazione di Gam e dell’intera filiera avicola molisana. Oggi siamo nelle condizioni di dire come stanno le cose. Inaccettabile la conferenza stampa dell’ex governatore Iorio su questi argomenti: mai nel passato di cui Iorio è stato protagonista si è avuto il coraggio di investire. 50 milioni di euro sono stati solo sperperati”.Focus dettagliato e preciso, tra passato e presente, nell’aula di Palazzo Moffa, dove nel pomeriggio si è riunita l’assemblea regionale per la seduta monotematica sulla Gam. Ad assistere ai lavori anche numerosi attori della filiera avicola. Duro attacco alla vecchia gestione, quello del governatore Paolo di Laura Frattura.

In rassegna, una per una, le delibere assunte dalla precedente amministrazione di centrodestra “per obiettivi, tutti, mancati”. A partire dal 2009, ha ricostruito in aula Frattura, tra Gam e Solagrital, sono stati sperperati 50 milioni di euro di risorse pubbliche. “Non un euro – ha denunciato il presidente –, è stato utilizzato per gli obiettivi e le finalità stabiliti con delibere di giunta e di consiglio”. Nello specifico, 39 milioni erano stati erogati per il percorso di acquisizione degli assett industriali, tra i quali mangimificio, centri pollastre e linee produttive. “Nonostante 5 milioni destinati espressamente allo scopo, il mangimificio non è mai stato acquistato: quei soldi sono stati utilizzati per un aumento di capitale in Solagrital a copertura delle perdite. Sono stati acquistati impianti e centri di allevamento fatiscenti e obsoleti, come risulta dalle relazioni tecniche, per un importo di 22 milioni di euro. Con le restanti risorse è stato poi acquisito solo – ha rimarcato Frattura –, l’usufrutto dello stabilimento di Monteverde di Bojano, oggi oggetto di contenzioso e revocato con provvedimento giudiziale”.“Il resto delle risorse dei complessivi 50 milioni, destinati in origine alla ricapitalizzazione – ha puntualizzato il governatore –, in parte è servito a coprire debiti pregressi della filiera, in parte è stato eroso dalle perdite che ha accumulato Gam”. I numeri: 8 milioni nel 2011, 14,5 milioni nel 2012 e 5 milioni al 30 aprile 2013. “In quest’aula – ha provocatoriamente ricordato il presidente –, l’assessore Vitagliano aveva parlato di società in pareggio”.In risposta alla situazione ereditata, Frattura ha elencato tutte le operazioni di analisi, verifica e prospettiva, condotte in questi mesi dall’attuale amministrazione (“siamo entrati nel merito, non abbiamo chiamato i giornali, non abbiamo fatto conferenze stampa, abbiamo lavorato”), destinando un’ampia parentesi anche all’unico partner che ha manifestato interesse, non trovando poi nei fatti le condizioni e le garanzie per proseguire.“Con grande senso di responsabilità – ha detto Frattura –, abbiamo deciso non di chiudere l’azienda ma di ristrutturarla per renderla competitiva nell’interesse di tutti gli operatori della filiera diretta e indiretta. Tutto questo lo si fa mettendo, come prima cosa, in sicurezza l’impianto anche e soprattutto a tutela dei nostri lavoratori. Procediamo per la riorganizzazione industriale dello stabilimento. Investiamo nella riorganizzazione aziendale, non con la Regione che fa l’imprenditore, visto che quando ci ha provato ha prodotto fallimenti di cui tutti, tutti noi cittadini, paghiamo lo scotto. La Regione – ha assicurato –, sarà protagonista nell’accompagnamento della creazione di forme di cooperative, l’una legata all’altra”.“Per il prossimo 19 dicembre – ha annunciato poi il presidente –, presenteremo in assemblea il nuovo piano industriale coinvolgendo la filiera e il consiglio regionale. Ci eravamo impegnati lo scorso sabato a rendere disponibili risorse per un primo acconto: 500 mila sono stati sbloccati con determina dirigenziale questa mattina. La nostra intenzione è rilanciare la filiera avicola, ma i conti si fanno con i dati certi. Tra grandi difficoltà, siamo riusciti a trasformare in modo graduale l’inquadramento dei lavoratori da agricoltura a industria così da cominciare almeno per loro un percorso di messa in sicurezza, tenendo presente che la cig non è un obiettivo per chi amministra ma una misura necessaria per tamponare in vista del rilancio industriale che tutti insieme – ha concluso Paolo Frattura –, sapremo mettere in campo per la nostra filiera avicola, fermo restando che le responsabilità, nel bene e nel male, oggi sono nostre”.

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