Chiusura negozi la domenica, cancellare o rivedere le liberalizzazioni

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E’ fuori dubbio che la liberalizzazione degli orari, che consente ai negozi l’apertura domenicale e nei giorni di festa, ha creato un regime di concorrenza fortemente sbilanciato a favore della grande distribuzione e molto penalizzante per i piccoli negozi.

In breve: i grandi negozi possono gestire con facilità il loro personale per aprire anche la domenica, mentre i piccoli negozi gestiti spesso a livello familiare possono farlo solo a fronte della rinuncia a molto tempo libero. Ci sembra altrettanto evidente che la “revisione degli orari” tornerebbe anche a vantaggio dei consumatori i quali riscoprirebbero il piacere di riappropriarsi di alcuni valori all’interno del contesto sociale in cui vivono, come, ad esempio, quello di trascorrere le festività in famiglia o di impiegare il proprio tempo libero passeggiando all’aria aperta o nei piccoli centri, ma anche di “poter tornare ad avere la facoltà di vivere la propria religiosità domenicale”.

In questa ottica – a nostro avviso- reintrodurre l’obbligo di chiusura domenicale e nei giorni di festa, lasciando poi alle Regioni ed altri Enti locali le facoltà di eventuali eccezioni, per le località a vocazione turistica e/o culturale, anche se sarebbe auspicabile che le stesse regioni si “uniformassero nelle concessioni particolari”senza grossi stravolgimenti sul territorio nazionale, sarebbe un vero e proprio cambiamento di rotta inteso a non penalizzare più i piccoli commercianti e le botteghe storiche, e ridare al lavoratore ed alle famiglie la libertà della domenica.

Al momento sono cinque le proposte sul Tavolo del Governo per disciplinare le aperture dei negozi la domenica e nei giorni festivi, verosimilmente ci sarà anche una fase di audizione dei rappresentanti delle categorie interessate, dove avremo modo di esplicitare la nostra posizione, di sicuro torneremo sull’argomento anche da queste pagine.

Luigi Zappone (presidente regionale ConfImpresaItalia Molise)

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