Crescono i posti di lavoro per i giovani: ma 9 volte su 10 il contratto è precario

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Il tasso di disoccupazione nella fascia d’età tra i 15 e i 24 anni è sceso a novembre al 32,7%. Quasi dieci punti in meno rispetto al periodo peggiore, marzo del 2014. Ma sempre più alto se il confronto si fa con il periodo precrisi.   di Lorenzo Salvia www.corriere.it

Più occupati ma anche più precari. I numeri saranno anche numeri ma molto dipende da come vengono letti. Dalle tabelle pubblicate ieri dall’Istat vengono fuori due tendenze sui giovani. La prima è che ci sono più ragazzi e ragazze al lavoro, e questo è senza dubbio positivo. La seconda è che sta peggiorando la qualità del lavoro, visto che a trainare la crescita sono soprattutto i contratti a termine.

I posti di lavoro in aumento

A dare sostanza alla prima tendenza, quella positiva, ci sono diversi indicatori. Nella fascia d’età tra i 15 e i 24 anni il tasso di disoccupazione, cioè la percentuale di disoccupati sul totale degli attivi, è sceso a novembre al 32,7%. Rispetto al mese precedente il calo è di 1,3 punti percentuali. La situazione è migliorata in confronto al periodo più nero della crisi, il marzo del 2014, quando toccammo il 43,6%. Ma siamo ancora lontani dal periodo pre crisi: all’inizio del 2007 la disoccupazione degli under 24 era poco sopra il 20%. Segnali positivi anche dal tasso d’occupazione, cioè la quota degli occupati sul totale degli attivi. Sempre a novembre, rispetto al mese precedente e nella fascia d’età tra i 15 e i 24 anni, è salito di mezzo punto percentuale. Mentre è sceso di 0,2 punti il tasso di inattività, cioè la percentuale dei giovani che non cercano lavoro. Fin qui la tendenza positiva. Poi c’è quella negativa, che in realtà non riguarda solo i giovani ma tutti i lavoratori.

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