Riconoscimento della Minoranza dei rom e dei sinti: presentata la proposta di legge

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Si è tenuta questa mattina, nella Sala Raucci del Comune di Isernia, la conferenza stampa di presentazione della proposta di legge per il riconosci­ mento della minoranza dei rom e dei sinti, in occasione della «Giornata internazionale del popolo rom e sinti». Sono intervenuti: l’assessore alla cultura del Comune di Isernia, Co­ smo Galasso, la responsabile regionale per la proposta di legge, Con­ cetta Sarachella, e la responsabile provinciale del comitato di Isernia, Sara Ferri. Durante la conferenza, è stato anche lanciato un appello attraverso un documento di cui si riportano i contenuti: «Rom e Sinti sono la più grande minoranza europea – oltre 12 milioni di persone -; non hanno una terra di riferimento, non hanno, come altre minoranze, rivendi­ cazioni territoriali, quindi non hanno mai fatto guerre per rivendicare una patria, non hanno sedi di rappresentanza, sono cit­ tadini del luogo nel quale vivono. Rappresentano quindi il perfetto po­ polo europeo, ma ciononostante sono il popolo più discriminato d’Europa.
In Italia, sin dal XV secolo, Rom e Sinti sono la minoranza storico-lingui­ stica più svantaggiata nonostante gli obblighi inter­ nazionali e co­ munitari dell’Italia e gli interventi di numerose organizza­ zioni internazio­ nali, tra cui il Consiglio d’Europa, l’OSCE e l’Unione euro­ pea. In Italia Rom e Sinti sono circa 150mila, dei quali oltre la metà sono cittadini ita­ liani, ma ciononostante continuiano ad essere considerati fondamen­ tal­ mente come “estranei” e “nomadi”. Il nomadismo moderno è piutto­ sto rappresentato dall’essere ancora un popolo che vive ai “confini”, non solo fisici, nel tentativo di costruire dei rapporti di pacifica convivenza e di mantenimento della propria identità, che consiste anche in una conce­ zione di vita, che si può pure definire uno stato dell’anima, un modo di vedere il mondo, lo spazio e il tempo che non si possono omologare.
Anche per questa “irriducibilità” all’omologazione, le amministrazioni pubbliche si sono limitate alla politica del contenimento e della marginalizzazione, delegandone la gestione al pri­ vato sociale. Eppure la partecipazione di rom e sinti alla vita collettiva, con il proprio contributo umano e culturale, è fondamentale per superare l’esclusione, la marginalizzazione di un popolo che ha attraversato secoli di discriminazione fino allo sterminio razziale e che non deve rimanere confinato nei ghetti fisici e spirituali, nei quali troppo spesso viene rele­ gato destinandolo all’assistenza e non alla propria responsabilità.
La proposta di legge di iniziativa popolare “NORME PER LA TUTELA E LE PARI OPPORTUNITA’ DELLA MINORANZA   STORICO-LINGUISTICA DEI ROM E DEI SINTI” presentata da 14 cittadini italiani, in rappresentanza di 47 associazioni rom e sinti, il 15 maggio 2014 presso la Corte di Cas­ sa­ zione, vuole realizzare gli articoli 3 e 6 della Costituzione che preve­ dono la pari dignità sociale e l’eguaglianza davanti alla legge, senza di­ stin­ zione di sesso, di etnia, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali; la tutela di tutte le minoranze storico-lin­ guistiche con apposite norme; contrastare discriminazione e pregiudizio nei confronti della minoranza rom e sinti che sono causa della scarsa integrazione nella società e soprattutto della marginalizzazione sociale ed economica anche per il loro mancato riconoscimento istituzionale come minoranza.
Il disegno di legge di iniziativa popolare si articola in diversi punti:
1. la specifica tutela del patrimonio linguistico-culturale della mino­ ranza rom e sinti, con istituti analoghi a quelli previsti dalla legge n. 482/1999 per tutte le altre minoranze (diritto allo studio e all’insegnamento della lingua, diffusione della cultura e delle tradizioni storico-letterarie e musicali);
2. l’incentivo e la tutela delle associazioni composte da Rom e Sinti, conforme alla libertà di associazione prevista dall’articolo 18 della Co­ stituzione, per favorire la partecipazione attiva e propositiva alla vita so­ ciale, culturale e politica del Paese;
3. il diritto di vivere nella condizione liberamente scelta di sedenta­ rietà o di itineranza, di abitare in alloggi secondo una pluralità di scelte secondo le norme della Convenzione-quadro per la tutela delle mino­ ranze nazionali di Strasburgo del 1° febbraio 1995, le raccomandazioni del Consiglio d’Europa, dell’OCSE e della Commissione europea e la Strategia nazionale d’inclusione dei Rom, dei Sinti e dei Caminanti;
4. norme che sanzionino le discriminazioni fondate sull’appartenenza ad una minoranza linguistica in attuazione del principio costituzionale di eguaglianza senza distinzione di lingua e di etnia.
Chi condivide questo appello condivide la convinzione che il ricono­scimento delle minoranze rom e sinti, della loro storia, della loro cultura, della loro identità, consente di accogliere rom e sinti nella co­ munità più generale, insieme con tutte le altre identità che costituiscono il nostro patrimonio nazionale».

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