Licenziamento illegittimo per vizi formali: incostituzionale l’indennità del Jobs Act

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Con la sentenza n. 150, depositata il 16 luglio 2020, la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità delle norme sull’indennizzo per i licenziamenti affetti da vizi formali o procedurali dettate dall’art. 4 del Decreto legislativo n. 23/2015 (cosiddetto Jobs Act), limitatamente alle parole “di importo pari a una mensilità dell’ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto per ogni anno di servizio”.

La Corte Costituzionale ha accolto le questioni di legittimità costituzionale sollevate dai Tribunali di Bari e di Roma in riferimento agli artt. 3, 4, primo comma, 35, primo comma, e 24 della Costituzione, sul rilievo del carattere rigido e uniforme della menzionata indennità sulla base di argomentazioni sostanzialmente analoghe e conseguenziali a quelle già poste alla base della sentenza n. 194 del 2018, che aveva dichiarato illegittima, per il caso di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo, la fissazione di un rigido automatismo dell’indennizzo prevista dall’art. 3 del D.Lgs. n. 23/2015..

Il pronunciamento della Consulta è limpido: “no a meccanismo rigido e uniforme” poiché il canone di determinazione ivi considerato, ancorato in via esclusiva all’anzianità di servizio, porterebbe ad accentuare la marginalità dei vizi formali e procedurali, svalutando “la funzione di garanzia di fondamentali valori di civiltà giuridica, orientati alla tutela della dignità della persona del lavoratore”e “non attua un equilibrato contemperamento tra tutti i diversi interessi in gioco”. usando l’anzianità come unico criterio è ugualmente incostituzionale, inoltre, penalizza i neoassunti. L’anzianità può essere un criterio prevalente, ma non può essere l’unico. Serve tenere in conto altro: numero degli occupati, dimensione dell’impresa, condizioni delle parti.

La caratteristica positiva che dopo sessantacinque anni di onorato servizio è stata emessa la prima sentenza della Corte Costituzionale firmata da tre donne: l’attuale Presidente della Consulta, Marta Cartabia, il Redattore della sentenza, Silvana Sciarra, il Cancelliere, Filomena Perrone.

Il governo Renzi è stato un danno per i Lavoratori e per la sinistra ,con soddisfazione mi viene spontaneo dire che da  ospite alla Leopolda a discutere di Jobs act avevo anticipato le critiche e in embrione anche le sentenze successivamente arrivate, colpa mia non essermi spiegato bene o già tutto scritto e deciso? Da simpatizzante dico la sinistra quando governa deve fare cose di sinistra, Non può scimmiottare la destra. Altrimenti tra la brutta copia e l’originale le persone scelgono l’originale.

Alfredo Magnifico/Segretario Generale Confintesa Smart

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