Ossario Molisano: viaggio nei cimiteri della nostra regione. 12a tappa cimitero di Colle D’Anchise. Tomba di Domenico Lucarelli

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Se ne è andato all’età di 84 anni, in una calda mattina di agosto del 2011, mentre passeggiava sulla spiaggia di Termoli, dove era solito trascorrere le sue vacanze estive. “Ru Pruf’ssor” così lo chiamavano tutti. Con il suo fare semplice ed armonioso, Domenico Lucarelli è stato capace di farsi amare non solo dai suoi alunni. Insegnante di scienze e chimica in istituti superiori, come dimostrato e confermato dal suo cognome, Domenico era originario di Colle d’Anchise, ma da anni viveva a Campobasso, dove era molto conosciuto e ben voluto. Insieme ad altri colleghi, amici ed appassionati, si dedicava molto alla natura e alla scoperta della sua tanto amata regione: il Molise.

Tante le passeggiate organizzate per scoprire i tratturi, vie d’erba battuta lungo le quali gli avi, dall’epoca pre-romana sino ad un paio di secoli fa, spostavano stagionalmente le proprie greggi. I tratturi coprono, infatti, gran parte del territorio molisano e percorrendoli è possibile trovare qualche ostinato pastore che vi conduce ancora le sue bestie al pascolo. Ma non solo, passeggiare per i tratturi è un viaggio alla scoperta di suoni, sapori, odori e soprattutto ritmi a cui non si è più abituati. Dopo la “Passeggiata sul tratturo”, Domenico si è speso tanto anche per “Cammina Molise”, manifestazioni finalizzate a promuovere gli aspetti naturalistici e socio-culturali del territorio molisano. Lucarelli non perse neanche una delle prime 16 edizioni dell’iniziativa.

Guida indispensabile per le lunghe camminate nei paesi molisani. San Polo Matese, Campochiaro, Sant’Agapito, Roccamandolfi, Castelpizzuto, Pettoranello, Sepino, Guardiaregia, San Giuliano, ovunque arrivasse, dopo una chilometrica, ma rigenerante passeggiata, con gli altri marciatori, tutti lo aspettavo “Ru Pruf’ssor ” ed erano pronti ad accoglierlo e pendere dalle sue labbra quando esponeva in modo semplice, ma preciso il suo baluardo di conoscenze. Perché non amava molto le chiacchiere. Domenico apprezzava chi faceva e si rivolgeva soprattutto alle giovani amministrazioni, a quello che avrebbero potuto fare per valorizzare i piccoli, ma virtuosi comuni molisani, ricchi di storia, di tradizione, di folklore. Un bene prezioso da custodire, così com’è, per ciò che è.

Tra i suoi più cari amici lo ricorda con un sorriso sulla bocca il collega, nonché presidente onorario dell’Associazione Italiana Insegnanti di geografia sezione Molise, Rocco Cirino. Riaffiora nei suoi ricordi il carattere un po’ fumantino di Lucarelli, che spesso alzava la voce quando si partiva in ritardo, perché non è giusto sottrarre minuti alla terra e alla natura, e questo i contadini lo sanno bene.

Gli animi bollenti, però, si attutivano durante la marcia, oppure durante le soste, quando si degustava buon vino, si cantava tutti insieme, si assaporavano cibi genuini e poi si scherzava e rideva. “Pruf’ssò, e mò!” lo prendevano in giro, ovviamente in senso buono, i più giovani, quando rimaneva indietro, spossato dalla calura e dalla fatica. Perché lavorare con la natura non è mai stato semplice. La natura bisogna ascoltarla, conoscerla, capirla, amarla. Domenico Lucarelli è e sarà sempre ricordato per la sua generosità, ha regalato per tutta la vita le sue conoscenze, i suoi saperi globali sul territorio. Ru Pruf’ssòr, tra le mille cose abile comunicatore, ha lasciato un’impronta chiara, incancellabile in Molise e tutti dovrebbero continuare a seguire il suo passo.

Angelica Calabrese

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