Un aiuto agli indigenti, D’Alessandro chiede alla politica di rinunciare ai gettoni di presenza o all’indennità

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L’emergenza sanitaria e la crisi economica che continuano ad attanagliare anche il Molise impongono delle importanti riflessioni, ma soprattutto richiedono uno sforzo collettivo.
Un impegno che dovrebbe partire innanzitutto dalle istituzioni, coinvolgendo poi altri numerosi soggetti.
Resta fondamentale supportare la fasce più deboli e fragili della società che, a causa della diffusione del Coronavirus, vivono sempre più di stenti, non riuscendo neppure più a fare la spesa.
È quindi doveroso supportare e stare accanto a chi è meno fortunato. Urgono messaggi ed azioni che facciano sentire la vicinanza degli amministratori alla propria gente, a tutti quei cittadini che hanno perso il lavoro, che non percepiscono stipendio e che vivono in estrema povertà.
“Nel capoluogo molisano, come nel resto della regione ed in tutta Italia – sottolinea la consigliera della Lega al Comune di Campobasso, Maria Domenica D’Alessandro – la povertà assoluta è tornata a crescere, toccando il valore più elevato dal 2005. Nell’anno della pandemia si sono azzerati i miglioramenti registrati nel 2019. Dopo quattro anni consecutivi di aumento, si erano infatti ridotti in misura significativa il numero e la quota di famiglie (e di individui) in stato di indigenza assoluta. A questo punto urgono risposte, segnali di vicinanza e di speranza. Atti concreti da parte della politica, di noi amministratori. Propongo quindi, per conto anche dei miei colleghi di partito Tramontano e Pascale, e in qualità di esponenti politici a palazzo San Giorgio, per mezzo di una mozione, di rinunciare ai gettoni di presenza o all’indennità di un mese. Invito tutti i rappresentanti di maggioranza e di minoranza, assessori e sindaco, a farlo. La speranza è che altri enti si attivino sposando questa iniziativa maturata e condivisa da tempo con diversi inquilini del Municipio del capoluogo. Le somme accantonate verranno utilizzate per erogare buoni spesa da destinare ai più bisognosi. Fin’ora nessuna iniziativa ha coinvolto direttamente i consiglieri comunali, gli stessi buoni pasti, distribuiti lo scorso Natale, furono attivati attraverso fondi del Governo. L’appello, dunque – ha concluso D’Alessandro – è alla responsabilità, alla solidarietà collettiva”

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