“Ridare vigore al codice Braille fra i banchi di scuola”. Tavola rotonda al liceo classico di Campobasso

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“Nacque il giorno in cui l’alba fu il mondo fra le dita e la cultura a portata di mano”. Con questa frase Louis Braille, inventore dell’omonimo metodo di lettura e scrittura per  non vedenti e ipovedenti, indicò la grandezza di questo strumento unico e universale, capace di conferire una dimensione sociale a coloro che convivono con il buio.

Il codice Braille ha rappresentato, circa 200 anni fa, una rivoluzione per questa categoria di disabili cui era negato persino il diritto ad essere istruiti. Da allora in poi, invece, i ciechi hanno acquisito la libertà di costruirsi un  proprio ruolo nella società. Di entrare nel mondo della cultura. Di studiare la musica o le lingue. 

Il tema è stato trattato nella biblioteca del liceo classico “Mario Pagano” a Campobasso in occasione della XII giornata nazionale del Braille. In una tavola rotonda sono intervenuti notevoli esponenti di istituzioni nazionali e locali impegnati nel campo della disabilità. In primo piano l’importanza per la classe docente di conoscere il codice Braille  in modo tale da poter trasmettere al bambino cieco tutti gli strumenti per entrare in contatto diretto con la realtà.

E, per citare un modello di inclusione, l’insegnante di storia dell’arte del “Manzù”, Patrizia Oriente, ha illustrato un percorso tattile allestito presso il museo Sannitico di Campobasso messo a punto dagli studenti del liceo Artistico in collaborazione con quelli dell’Istituto Industriale “Marconi” esperti del programma “Arduino”. Le opere sono trasposizioni in 3D di quadri appartenenti alla collezione di Praitano Eliseo presenti nel museo Pistilli.

Tra questi “il Gatto” di Marino Lenci e l’autoritratto di Amedeo Trivisonno: realizzazioni interattive che utilizzano l’open source Arduino per permettere al non vedente di ascoltare la descrizione del dipinto o del manufatto. Infatti nel percorso sono inseriti anche oggetti tattili rappresentativi del territorio molisano: vasi, armi e gioielli  che riproducono gli originali già esposti nel museo Sannitico.

Infine, per dare un seguito all’incontro, il professor Marco Condidorio, dirigente nazionale dell’Unione italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, ha lanciato la proposta di promuovere l’Istituto M. Pagano quale “scuola polo”, capace di dare l’avvio ad ogni tipo di insegnamento, quindi anche al metodo Braille.

Rossella Salvatorelli

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