Politica molisana/ “Bis repetita non semper iuvant” o forse si. Vallo a capire!

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di Massimo Dalla Torre
Ci siamo permessi di giocare con il latino, in questo caso maccheronico, con tutto il rispetto per le massime di vita che insegna, per commentare, anche se è superfluo, quanto sta accadendo nei palazzi della politica che, da mesi languano, nonostante i problemi aumentano.

Sulla bontà delle tesi portate avanti dai vari big, si fa per dire big, che fanno visita lampo alla ventesima regione dello stivale non entriamo, anche se dovremmo farlo da cittadini, perché tutti hanno il diritto di comprendere cosa accade, specialmente nella stanza dei bottoni o di quello che ne rimane.

La cosa che ci lascia perplessi e sconcertati è l’insistenza con la quale si portano avanti certe argomentazioni che, evidentemente, cozzano con i fatti che, consentiteci senza acredine o cattiveria, vacillano tanto da mettere in imbarazzo finanche chi ha sposato appieno la tesi della positività delle cose, tanto da non sottrarsi in prima persona al fuoco di fila.

Tesi e positività che, sono come il “boomerang” che, se non si calcola bene l’angolazione di lancio, al ritorno colpisce pesantemente chi, vuole a tutti i costi mitigare gli accadimenti che stanno mettendo a soqquadro l’intero parterre politico molisano. Una sorta di “rabellot” che oggi più che mai ingenera confusione e sospetti. Una qualcosa che innesca farraginosità difficile da comprendere perché come si dice nel linguaggio comune: ci s’incarta su se stessi, cosa alquanto pericolosa specialmente quando si amministra la cosa pubblica materia delicata visto anche i periodi non troppo tranquilli che si attraversano in Italia. Un arrampicarsi sugli specchi che induce a citare un altro detto: la correzione è peggiore della stampa.

Uno scalare, a nostro modesto giudizio, che peggiora le cose e innesca meccanismi pericolosi che fanno si che l’opinione pubblica si scagli ancora di più contro chi dovrebbe rappresentarci e purtroppo non lo fa.

Una rappresentanza che sotto la pressione mediatica appare disarmata, anzi, riportiamo il commento di un cittadino: “è come il ragazzino che è stato scoperto a mangiare la marmellata nella dispensa e balbetta giustifiche dinanzi a chi chiede spiegazioni”. Paragone che calza appieno con gli avvenimenti perché “i se, i ma, e i tentativi di capovolgimento di frittate” sono palliativi a quello che è la realtà dei fatti. I quali, non crediamo, possano essere ricondotti sulla “via maestra” con la presentazione di prove di cui dubitiamo fortemente la validità.

Cose che invece suggeriscono di tacere e se del caso fare un passo indietro non in segno di “resa” ma di civismo che: è una visione alternativa al sistema dei partiti che si propone di unire valori positivi per raggiungere un obiettivo comune legato alla tutela di chi è parte integrante della comunità.

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