#corpedelascunzultavecchia/Toma, Florenzano, Iorio, Torre Covid e Vietri

“Non vi fermate
Dovete costruire la vostra torre
La torre di Babele
Sempre più grande
Sempre più alta e bella
Siete o non siete i padroni della terra?”

Solo le parole con le quali Edoardo Bennato inizia la sua canzone “la torre di Babele” correva l’anno 1976. Bennato si chiedeva se gli uomini che volevano costruire la famosa torre cara alla religione cattolica. Giova ricordare che la torre di Babele nell’eccezione biblica rappresentò la punizione divina per gli uomini che la stavano costruendo. Dio si adirò per la superbia degli uomini che stavano costruendo una torre per
raggiungere il cielo. Dio, adirato per questa dimostrazione di superbia, confuse le lingue degli abitanti e li disperse nel mondo.

Anche se sto scrivendo di domenica non voglio intromettermi nella religione e quindi “sterzo” prima di essere accusato di blasfemia.

Di torri in Molise ne abbiamo, ne sono sopravvissute una, quasi, per ogni castello medievale presente sul nostro territorio. Ecco, magari, potrebbe essere un’idea da niente, detta da me, ma magari importante detta da qualcuno che “pensa”, potrebbe essere un’idea, dicevo, realizzare un tour tra i castelli del Molise, che sicuramente non possono competere con i castelli della Loira, ma potrebbero sempre dire la loro a qualche turista di “oltre Sangro”.


Ritorniamo a bomba, come disse l’Onorevole Silvio Spaventa quando fu interrotto nel suo discorso sulla necessità di fare dei lavori nel comune di Bomba, suo collegio elettorale, ritorniamo a parlare di quello che ci interessa da vicino: reparto Covid nel Molise. Reparto che dovrà tutelare tutti noi molisani dalla crescita ma dalla rinascita sotto altra forma del Covid19. E già perché, notizia di questi giorni, quasi di queste ore, sta giungendo la variante sudafricana del Covid.

Un “nuovo tipo” di Covid mutato e resistente ai vaccini.
Tutto questo non per fare l’immunologo della domenica, ma per tremare di paura sulla possibilità che in un futuro molto prossimo potremmo/dovremmo, avere bisogno di un reparto Covid potenziato rispetto al passato. Veramente di un reparto Covid e basta. Sul reparto Covid nel Molise giova ricordare che il Presidente Toma, unitamente al direttore Florenzano hanno fatto prevalere la loro linea, la realizzazione di un reparto Covid all’interno del Cardarelli di Campobasso, “sembra” che il Vietri di Larino non andasse bene. C’era bisogno della rianimazione, cosa che il Vietri non aveva e non ha.

Ma poi si scopre, scopriamo noi poveri votanti molisani, che esistono delle rianimazioni mobili ma che non riescono a farle funzionare per mancanza di personale. E questo è ancora più grave se si tiene conto che la sanità in Molise impegna per l’ottanta per cento il bilancio della Regione Molise. Se si tenesse conto che inoltre, son tre le “aziende”
ad avere migliaia di dipendenti in Molise: la Sanità la Regione e la Fiat. A nessuno dei nostri governanti viene in mente, però, di cercare di tenere aperti queste tre “aziende”?

Ma queste sono cose, magari la Fiat no, che in futuro saranno risolte dal commissario attuale alla sanità in Molise che, giova ricordarlo, è il presidente Toma che tanto ha brigato per averne la nomina. Lui, il presidente Toma, è stato nominato noi, i molisani, stiamo aspettando che faccia qualcosa. Ma questa è storia che dobbiamo ancora vivere per scoprire come andrà.

Ma tornando alla torre. Nel corso del mese di agosto 2021, in un momento di calma con la pandemia, data la bella stagione, giova ricordare che il Covid è sempre un’influenza che va a nozze con le temperature fredde. Che poi la n uova variante arrivi dal SudAfrica, che come sappiamo tutti, poco ha a che fare con le temperature fredde, non fa altro che complicare la vita a chi deve lavorarci.

È cosa assai risaputa che a breve, quindi, potremmo avere bisogno di “internare/ci” nell’unico reparto molisano per il Covid che è e resta quello dell’ospedale Cardarelli di Campobasso. Potrebbe anche andare bene, visto che il Vietri non andava bene, ma la torre Covid non ci sarà nemmeno per questa tornata di “flagellazioni infettive”.

Sappiamo che la torre Covid, al momento non si farà, come pure sappiamo che i primari, ma i medici tutti della ASREM hanno presentato le dimissioni, dimissioni che potrebbero essere ritirate entro tre mesi.

Dimissioni che, probabilmente, potranno essere ritirate ma che non saranno ritirate in toto. Qualche medico dell’ASREM andrà sicuramente a lavorare altrove, lasciando il Molise. Sembra che di medici ci sia carenza e bisogno in tutta Italia. Ma come può mai essere che ci sia bisogno di medici se abbiamo le migliori università? Può essere, può essere. Una della cause principali sicuramente è quella del numero chiuso a
medicina.

In una società evoluta, in una società di legalità e di libertà, non riesco a capire perché ci debba essere un numero chiuso per una determinata categoria e non ci possa essere la libera concorrenza e la libera scelta di fruitori del servizio. La risposta è sempre ed una sola: la conservazione della propria rendita di posizione.

Se ci fossero più medici, più notai, più farmacie, e tante altre categorie, i notabili vecchi, i
“baroni” come vengono definiti i medici, dovrebbero sottoporsi alle leggi di mercato e far scegliere all’utenza chi di loro merita fiducia e questo come libera professione. Nel campo pubblico, invece, i primari ospedalieri non dovrebbero essere nominai dalle giunte regionali come succede adesso, dovrebbero essere vincitori/rici di concorso come in una qualsiasi altra categoria di professionisti.

Hai vinto il concorso come primario di medicina generale? Ci sono questi posti da coprire: Brindisi, Aosta, Palermo, Civitade del Friuli, ed Ancona. Dove preferisci andare? Non sarebbe meglio?

Quindi, a questo punto, in attesa che passi anche questa ondata di Covid, nella speranza che, come disse il maestro Marcello Dall’Orta nel suo libro: “IO SPERIAMO CHE ME LA CAVO”! Onestamente speriamo di cavarcela tutti, anzi speriamo che nel 2023 ci saremo tutti per votare il nuovo governo regionale, sperando, nel 2023 che tutte queste posizioni pro e contro questa o quella sede Ospedale Covid, ma tante altre situazioni e posizioni politiche, ci possano AIUTARE a votare in maniera libera ed asettica e ci possano portare ad aver un Consiglio Regionale, di conseguenza una Giunta Regionale, capace di vivere la politica insieme a tutta la Regione Molise, per il bene di noi tutti molisani.

Nel frattempo, parafrasando Marcello Dall’Orta: NOI SPERIAMO CHE CE LA CAVIAMO!
Affranto e strutto, ma mai domo vi saluto come sempre con affetto e stima e con il classico: statevi arrivederci!

Franco di Biase
p.s. (che non vuol dire Pronto Soccorso)

ll nome Torre di “Babele” deriva dal termine ebraico “balal”, “confondere”, e significa torre della confusione”. Ed onestamente più confusione della gestione della sanità in Molise non ne vedo.

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