Palata: si rinnova la tradizione in onore di Sant’Antonio Abate

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Anche quest’anno a Palata, nonostante il periodo poco propizio per le feste data la ristrettezza economica, il Comitato per il Recupero delle Tradizioni Popolari , con la collaborazione del Circolo AUSER “ Nono Solo anziani”  o con il patrocinio del Comune di Palata organizzerà la manifestazione che si terrà il prossimo 16 gennaio in onore di Sant’Antonio Abate. Manifestazione itinerante, che interesserà le vie principali del paese,  inneggiante canti popolari con le tentazioni del Diavolo verso il Santo e che culminerà con l’accensione del fuoco di Sant’Antonio in piazza San Rocco.

La manifestazione avrà inizio dalle ore 16,30 con partenza dalla zona Bivio di Palata per proseguire per le vie cittadine con l’accensione di grandi falò nel vari quartieri attorno al quale i cantori intoneranno la canzone inneggiante il Sant’Antonio Abate.
Verso le ore 18,30 in Piazza San Rocco ci sarà l’accensione del fuoco di Sant’Antonio Abate, con animazione di esibizioni folcloristiche; durante la serata si potrà  degustare prodotti tipici locali e dell’ottima bevanda calda, offerti ai visitatori e preparati in diretta con tantissimo amore  da parte degli organizzatori.
La tradizione del Sant’Antonio Abate a Palata ha origini antiche, infatti, si racconta che un anziano del posto con la fisarmonica ed esuberante padre di famiglia, seduti attorno al caminetto con un buon bicchiere di vino in mano, iniziano a suonare ed a cantare un motivetto dei tempi andati, erano i primi di gennaio e le salsicce erano già pronte per essere assaggiate, così iniziano il loro primo giro tra parenti ed amici con la fisarmonica e la canzone di Sant’Antonio.
L’iniziativa piacque molto ed il gruppo si fece più numeroso, con la memoria dei più anziani e con lo spirito di iniziativa di tanti tra giovani e meno giovani, si è arrivati a costituire un gruppo con l’intendo di festeggiare il Sant’Antonio Abate con tutta la popolazione la quale predispone i fuochi a Lui dedicati.
Negli anni 30, Palata contava un patrimonio zootecnico di assoluta rilevanza, erano circa tremila i buoi che provvedevano alla aratura dei campi ed al trasporto delle merci (i trattori dell’epoca) e molto praticata era la piccola pastorizia e l’allevamento di tutti gli animali domestici.
Molto probabilmente i riti legati al Santo protettore degli animali, arrivò dalla Francia verso la fine del feudalesimo ed a Palata, la venerazione del santo, la “cantata” ed i riti ad esso collegati, furono introdotti da allevatori marchigiani, confluiti nella zona in cerca di lavoro. A testimonianza della fede verso Sant’Antonio Abate,  si rileva la presenza di una Cappella a Lui dedicata e dimessa negli anni 40, nonché i ricordi di tanti anziani del “900”, che hanno contribuito a ricomporre la “cantata”.
Negli ultimi anni si è voluto, attraverso lo studio della vita e delle opere del Santo, dare alla festa connotati più rispondenti alla storia ed alla tradizione. E’ ferma intenzione del Gruppo per il Recupero delle Tradizioni Popolari Palatesi perpetuare questa ricorrenza che da più di un secolo seppur in ambiti ristretti non è mai stata dimenticata.
Gli organizzatori, infine,  ringraziano tutti coloro che si stanno attivando per la buona riuscita della manifestazione, in particolar modo gli operatori economici del paese per il loro contributo.
Allora giovedì 16 gennaio, dalle ore 16,30 circa,  tutti a Palata per vivere un momento di allegria e di divertimento all’insegna del buon auspicio per il nuovo anno 2014.

 

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