Conservatorio Perosi presenta “I Quintetti con chitarra di Luigi Boccherini”

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Sul palco, ai violini Paolo Giuseppe Oreglia e Antonella Catalano, alla viola Silvio Di Rocco, al violoncello Andrea Lumachi e Fernando Lepri alla chitarra. L’attenzione che Boccherini (Lucca 1743 – Madrid 1805) dedicò alla chitarra riguarda una serie di opere che il compositore adattò per il Marchese di Benavent. I rapporti tra Boccherini ed il marchese durarono circa quattro anni, dal 1796 al 1799 e durante questo periodo furono composti una sinfonia a grande orchestra con chitarra obbligata e dodici quintetti di cui solo otto sono arrivati fino a noi: sei appartenenti ad un’unica raccolta, contrassegnati da Gérard, – autore di un catalogo, pubblicato nel 1962, nel quale l’intera produzione del compositore lucchese è classificata in un indice tematico – con le sigle consecutive da G.445 a G.450 e altri due identificati con le sigle G.451 e G.453 della medesima catalogazione.
I quintetti sono arrangiamenti di altre opere dello stesso autore: quartetti, quintetti con pianoforte, con due viole e con due violoncelli. Proprio da quest’ultimo organico, due violini viola e due violoncelli, deriva il celebre quintetto n°4 in Re Magg. G.448. Qui, come in altre opere, gli elementi derivati dalla tradizione popolare iberica vengono ampiamente assimilati da Boccherini nel corso della sua lunga permanenza in Spagna e sono trasformati e stilisticamente integrati nello stile dell’autore senza essere mai snaturati dei loro contenuti tipici originari.
Uno stile che, quantunque legato all’espressività rococò, coniuga la raffinatezza musicale di un mondo lezioso, che ormai non riusciva più a sopravvivere, con l’esigenza sempre più sentita, ma timidamente manifestata, di indagare gli spazi dell’animo; uno stile che si dirige verso un nuovo linguaggio espressivo che troverà, successivamente, pieno sviluppo nella poetica romantica. “La musica senza affetti e passioni è insignificante: da qui nasce che nulla ottiene il compositore senza gli esecutori: questi è necessario che siano ben affetti all’autore, poi devono sentire nel cuore tutto ciò che questi ha notato; unirsi, provare, indagare, studiare finalmente la mente dell’autore, poi eseguirne le opere”.
Così Boccherini, in una lettera indirizzata a Chénier l’8 luglio 1799, sintetizza con molta efficacia la cifra caratterizzante del suo sentire musicale e manifesta il suo pensiero in merito all’approccio esecutivo. Queste poche parole indicano all’interprete di oggi il percorso più corretto nell’affrontare l’esecuzione delle opere del passato.

Questo il programma:

Luigi Boccherini
(Lucca 1743 – Madrid 1805)

I Quintetti con chitarra

Quintetto in Sol maggiore g. 450
Quintetto in Re maggiore g. 448

I Quintetti con chitarra
di Luigi Boccherini
CONSERVATORIO “LORENZO PEROSI”
12 aprile 2016
Auditorium ex- Gil – ore 19,15

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