VIS à VIS – Fuoriluogo 23- Artists in Residence Project. Presentazione opere a Lucito e Castelbottaccio

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Nei giorni 12 e 13 settembre 2020 gli artisti Victoria DeBlassie, Connor Maley e Aischa Gianna Müller a conclusione del periodo di residenze rispettivamente nei Comuni di Castelbottaccio e Lucito (CB) – invitate dal programma internazionale di residenze artistiche Vis à Vis Fuoriluogo – presentano le opere realizzate in rapporto all’esperienza del territorio molisano.

I Comuni di Castelbottaccio e Lucito (CB) hanno ospitato il progetto di residenze per artisti Vis à Vis – Fuoriluogo organizzato dall’Associazione culturale Limiti inchiusi arti visive; l’evento è sostenuto dall’Assessorato alla Cultura e Turismo della Regione Molise per il progetto “Turismo è Cultura” – Intervento finanziato con le risorse FSC 2014-2020 del Patto per lo Sviluppo della Regione Molise, e dai Comuni.

Castelbottaccio – Victoria DeBlassie / Connor Maley

Affascinati dalla storia di Castelbottaccio, Victoria DeBlassie (artista visiva) e Connor Maley (scrittore) hanno tratto spunti, in modo particolare, dal passaggio tra Settecento e Ottocento che coincise in varie parti di Europa, sulla scia della Rivoluzione Francese, al sorgere e irrobustirsi di idee e movimenti repubblicani, fondati sul liberalismo. Se ne ebbero riflessi anche nel territorio castelbottaccese, tramite l’azione “illuminata” di Olimpia Frangipane (nata nel 1761). Donna bella e colta, di origine nobile, fece del palazzo baronale del paese, un cenacolo di intellettuali molisani – tra cui Vincenzo Cuoco e alcuni esponenti della famiglia Pepe.

Olimpia Frangipane, tra le altre cose, volle che in tutte le case degli abitanti del paese fosse un forno, in modo tale da interrompere la pratica di usare quello, unico, del barone, e di dover lasciare a lui, come contributo, una parte del pane cotto. Questo avvenimento, nella sua singolarità, è servito da stimolo iniziale per Victoria DeBlassie; infatti l’artista ricorre in modo costante al riciclo dei materiali per le proprie opere – quale riflessione critica sul consumismo che connota nostra società – qui ha e accostato, tramite analogia, il barone di allora a ciò a cui adesso ognuno di noi paga il suo pegno, appunto il sistema capitalista.

Così ha chiesto a un gruppo di donne locali di scegliere alcune stoffe da loro non più utilizzate (di qualunque tipo, panni, lenzuola, vestiti…), di intrecciarle fino a creare dei cerchi. Simili ai centrini e ad altri piccoli manufatti tessili che vengono realizzate nelle case come decorazioni interne domestiche, diventano i singoli elementi dell’installazione Sfrangi Pani, Sfrangi Panni presentata coerentemente sul muro antico esterno, alla base del palazzo di Olimpia Frangipane.

La seconda installazione dell’artista si collega a un altro periodo, ovvero al passato artigianale del paese. Oggi alcuni abitanti stanno recuperando e collezionando alcuni attrezzi originali, per farne il nucleo di un piccolo museo.

In questo caso Victoria DeBlassie, in relazione a un’idea di cura e di memoria, ha scelto di intervenire con un processo particolare: avvolgendo gli strumenti in panni di cotone e lino, e usando il calore, lo strato superficiale della ruggine è venuto formare una serie di “impronte”, tracce di presenza che oscillano tra astrazione e figurazione.

I teli risultanti, di varie dimensioni, dal titolo Ferro Bacchiato sono allestiti sospesi in Piazza della Vittoria, creando un andamento movimentato, favorendo vari punti visuali in chi osserva. Connor Maley ha preso ispirazione dai racconti ascoltati in viva voce dagli abitanti di Castelbottaccio durante gli incontri quotidiani: episodi storici, ricordi personali, credenze, miti, avvenimenti comuni – notando nelle persone, quale costante, un forte trasporto (in questo caso, uno dei luoghi di riferimento è stato il Circolo Neoilluminista Donna Olimpia Frangipane). 

In quanto scrittore, il cui stile procede nel verso di una sperimentazione immaginifica, le narrazioni sono state ulteriormente arricchite fino a giungere a una loro “trasfigurazione”, senza però mai perdere un certo grado di aderenza rispetto all’originale.

In questo senso il risultato è allo stesso tempo una raccolta di racconti autonoma, che l’affresco letterario di un luogo preciso in un periodo preciso, così come ascoltato, visto e sentito da uno scrittore americano (ma che conosce molto bene l’Italia, vivendoci da anni).

Il titolo stesso della raccolta sottolinea tale andamento, non senza una dose di ironia Fiori, fantasmi, e piccioli che vedono più di quel che si pensasse e persino più di quel che pensassero loro, i fiori e i fantasmi e i piccioli che vedono tutto incluso il non visibile. Ne è stata realizzata un’edizione limitata, con copertina di Victoria DeBlassie, e una versione digitale che sia sempre disponibile. Nel corso della presentazione ci sarà inoltre un reading, di alcuni estratti, di Connor Maley.

Lucito – Aischa Gianna Müller

Aischa Gianna Muller è nata in Germania ma è cresciuta nella parte a sud della Toscana, in Maremma, e tuttora vive in campagna; il rapporto con la natura, in quanto fattore biografico, è anche componente fondamentale della sua ricerca artistica.

Nel periodo di residenza ha proceduto come in un’esplorazione, a partire da un pensiero, che le è vicino, per orientarsi e conoscere quanto avviene nel territorio. Questo pensiero riguarda il rapporto delle persone con l’agricoltura e le coltivazioni. Nella difficile, talvolta disperata, questione della permanenza futura dei piccoli centri abitati, una delle possibilità più concrete di riscatto consiste nel tornare a investire con idee e pratiche nelle colture locali.

La prima fase trascorsa a Lucito le è servita proprio a individuare delle persone con esperienze positive in tale macroambito: agricoltura biologica, metodi di coltivazione sostenibili, rapporto con gli animali, conoscenza del territorio e sperimentazione.

Dopo una reciproca conoscenza, l’artista ha formato un gruppo, chiedendo di partecipare a un’azione, simbolica, parte di un progetto continuativo avviato nel 2017, di Tentativi di allungare la giornata. Si tratta appunto di un tentativo, semplice e impossibile allo stesso tempo: data una linea d’orizzonte e individuato il punto in cui il sole tramonta, si scava lì un solco affinché il tramonto stesso avvenga più tardi, anche solo di qualche secondo. In termini metaforici lo sforzo comune di dilatazione del presente, va nel verso del futuro, come a dire che le azioni, specie se collettive, possono contribuire al miglioramento del tempo a venire.

In termini più contingenti, la partecipazione è stata un’occasione per intensificare i rapporti e il senso di comunità. Legarsi a una stella futura (dai Tentativi di allungare la giornata) si connette evidentemente alla storia di Lucito. Uno dei punti di partenza è stato il rapporto con la Società Agricola e Operaia, qui istituita nel 1902 a scopo di mutuo soccorso e tuttora attiva.

Invece in località Sant’Angelo Altissimo si trova il primo insediamento lucitese, ovvero un convento dei Benedettini risalente all’VIII secolo a.C. – di cui oggi restano solo alcuni ruderi; vicino vi è la Cappella di San Nicola in montagna da dove ogni anno, il giorno precedente alla festa del patrono, la statua lignea del santo viene trasferita fino al centro del paese, per poi essere riportata durante terza settimana di giugno. Appunto questa è l’area rurale, vicina al tratturo e così importante per le celebrazioni del paese, dove Legarsi a una stella futura è avvenuta.

Dell’azione rimane un video, proiettato in occasione della presentazione nella Ex Cappella di San Gennaro – insieme al materiale di documentazione delle varie fasi della ricerca dell’artista durante la residenza – e due stampe fotografiche di grande formato.

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Victoria DeBlassie vive attualmente a Firenze ed è nata e cresciuta ad Albuquerque, New Mexico. Si è

laureata nel 2009 con la laurea BFA presso The University of New Mexico nel 2009 e di nuovo nel 2011 con

la laurea MFA presso il California College of the Arts. Ha ricevuto una borsa di studio Fulbright per l’Italia

per l’anno accademico 2012-2013. Ha partecipato a numerose residenze artistiche come F.AIR Florence

Artist in Residence (IT), DE LICEIRAS 18 (PT), Apulia Land Art Residency (IT), Hangar.org (SP), Bridge Art

Residency (IT), e Chille de la Balanza (IT). Ha esposto a livello nazionale e internazionale con le seguenti

mostre personali di recente: Anthropomorphic Cosmesis a Finestreria (IT), Plasticaia a Villa Romana (IT), e

Afterimage a Srisa Project Space, Firenze. Ha partecipato alle seguenti mostre collettive di recente:

Ecosistemi at Fondazione Biagiotti Progetto Arte (IT), Interpretation of a Seed at Le Murate PAC (IT) con

Maria Nissan e poi Trame plastiche – oltre la superficie a Srisa Project Space (IT) con Leonardo Moretti.

Connor Maley è uno scrittore di Washington, DC, USA, attualmente residente a Firenze, Italia. Connor si è

laureato nel 2007 con un BA presso la Mount Saint Mary’s University in Letteratura iberica, Filosofia e

Teologia e dopo nel 2011 si è laureato con la magistrale MFA presso il California College of the Arts in L’arte

della narrazione e della scrittura creativa. Nel 2015 ha ricevuto un premio di residenza di scrittura

all’AltoFest 2015 a Napoli, Italia, dove il suo lavoro site specific è stato eseguito per tre giorni. Ha

pubblicato, mostrato, e recitato i suoi lavori o partecipato a una serie di residenze/festival durante gli anni

recenti: Deliceiras 18 a Porto (PT), la residenza per artisti/scrittori Atelier REAL a Lisbona (PT), Lakkos AIR a

Heraklion (GR), Apulia Land Art Festival a Margherita di Savoia, (IT), Hangar Residency a Barcellona

(CAT/ES), Buinho Creative Hub a Messejana (PT), e Spacciamo Culture con Chille de la Balanza (IT). I suoi

scritti, racconti ed estratti di lavori in corso sono stati pubblicati su diverse riviste sia negli Stati Uniti che a

livello internazionale in Portogallo, Spagna, Catalogna, e Italia, dopo essere stato pubblicato su Nightly

Build, Paratext, Ouroboros, Blending Magazine, Samizdat, DeLiceiras18, In Review, tra gli altri.

Aischa Gianna Müller è un artista residente in Italia. Nata in Germania nel 1984, è cresciuta nel sud della

Toscana, dove spesso lavora in relazione diretta con la natura. Ha conseguito una laurea in Stage Design, un

master in Fotografia, ha lavorato per vari anni in studi di produzione cinematografica. Con la sua ricerca

artistica crea lavori concettuali e minimalisti che sono ispirati in modo vario: spesso si tratta di processi di

trasformazione e disorientamento attraverso interventi, nutriti anche di una componente ironica, sul saggio

paesaggio.

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