Vaccini Antinfluenzali/Primiani: nonostante i proclami di Toma, in Molise mancano ancora 60mila dosi

155

È ormai noto come la Conferenza Stato-Regioni a maggioranza centrodestra sia spesso contraria alle decisioni assunte dal Governo nazionale soprattutto sulle misure sanitarie ed economiche anti Covid. La maggior parte delle volte sono contrapposizioni strumentali che hanno il solo obiettivo di attaccare politicamente le decisioni assunte dal Governo.

In questi casi le Regioni rivendicano il proprio ruolo costituzionale e chiedono ampia autonomia decisionale per quanto attiene i propri territori. Poi però accade che dove possono e devono agire in autonomia, come per la consegna dei vaccini, ci siano intoppi.

È il caso del Molise e della campagna vaccinale antinfluenzale.
Come già raccontato nei giorni scorsi, la Regione Molise ha provveduto ad acquistare un primo, risicato lotto di vaccini, circa 64.000, in collaborazione con la Regione Abruzzo. Tuttavia non è riuscita a reperire sul mercato la parte restante, almeno altre 60.000 dosi, e quindi si è affidata ad un fantomatico accordo con altri enti regionali raggiunto proprio in Conferenza Stato-Regioni.
Secondo questo accordo, più volte sbandierato dal presidente Toma, le Regioni più grandi, tra tutte Lombardia, Piemonte e Campania, avrebbero fornito le dosi mancanti al Molise in modo da permettere la copertura dell’intero fabbisogno.
Ma cosa sta accadendo realmente? Siamo a dicembre, nel bel mezzo della campagna vaccinale, il Molise ha esaurito il primo lotto di 64.000 dosi e non vi è traccia dei vaccini che dovevano arrivare dalle altre regioni.
Ora Toma ha annunciato l’arrivo di 9.000 dosi, ma già qualche settimana fa ringraziava i colleghi presidenti per il sostegno in Conferenza, un sostegno che, però, di fatto ancora non arriva e che, a questo punto, chissà se mai arriverà.

I molisani sono preoccupati, medici e pediatri sono in enorme difficoltà, perché non sanno più come comportarsi, ma Toma sembra più appassionato alle scaramucce politiche anziché a garantire le giuste dosi di vaccino ai cittadini che ne hanno bisogno. Faccio un esempio: il presidente di Regione contesta il Governo sulla chiusura degli impianti sciistici dimenticando che in Molise una stazione come quella di Campitello Matese rimarrà chiusa a causa della sua mala gestio e non per il Covid.
Intanto una regione con il tasso di anzianità del Molise resta senza vaccini a dicembre, nel corso di una pandemia.

Quanto sta accadendo dimostra come la Conferenza Stato-Regioni sia spesso utilizzata dai presidenti di centrodestra solo come pretesto per strumentalizzare la  politica nazionale e non come luogo per risolvere i problemi dei cittadini.

Commenti Facebook