Un vino, un territorio/ Trentino- Pedrotti Trentodoc Nature

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Pietro Colagiovanni*

Il territorio: terminiamo il primo anno di questa rubrica, ringraziando i tantissimi che la seguono e che la apprezzano, restando in Trentino Alto Adige. Questa volta siamo in Trentino per brindare al nuovo anno (sperando che sia diverso e migliore di quello che è terminato) con uno spumante metodo classico Trentodoc, una tra le migliori denominazioni spumantistiche italiane.

Siamo a Nomi in provincia di Trento, un paesino di 1300 anime. Qui ha sede la cantina della famiglia Pedrotti, un marchio storico nella spumantizzazione trentina, fondata da Emanuele Pedrotti nel 1901. Il comune dista circa 20 chilometri da Trento ed è adagiato sulla sponda destra dell’Adige. Da visitare la Chiesa della Madonna della Consolazione, con importanti opere d’arte ed un altare del XVIII secolo opera dello scultore barocco Domenico Sartori.

Interessante anche il Palazzo Vecchio di Nomi fortezza di epoca rinascimentale. Infine da vedere c’è la Grotta dello Spumante proprio nella cantina Pedrotti, un ambiente roccioso naturale divenuto, durante la prima guerra mondiale, rifugio per viveri e munizioni dell’esercito austroungarico. Un ambiente suggestivo, dove le bottiglie di spumante completano il loro affinamento in bottiglia, un ambiente dove natura e opera dell’uomo si fondono in maniera magistrale.

Il vitigno: il Pedrotti Trentodoc Nature è realizzato in purezza con Chardonnay, vitigno semi aromatico a bacca bianca tra i più famosi e diffusi al mondo. E’un vitigno molto utilizzato, per le sue caratteristiche di grande adattabilità, per la spumantizzazione, nello Champagne come in Franciacorta o in Trentino. Le sue origini sembrano medio orientali o dell’Illiria ma una cosa è certa: lo Chardonnay, specie nelle sue versioni ferme, è la Borgogna. Lì da vita a vini assolutamente stratosferici (con prezzi altrettanto stratosferici) come quelli prodotti a Montrachet.

Il vino: questo elegante spumante è a basso contenuto di zuccheri, meno di 3 grammi al litro perchè non ha subito alcuna aggiunta zuccherina dopo la presa di spuma. E’in pratica uno spumante secco, il più secco nella classificazione degli spumanti in base al tenore zuccherino. Affina circa 30 mesi sui lieviti ed ha un tenore alcolico di 12,5 gradi. Dal colore paglierino con riflessi verdolini esprime profumi in cui la fragranza dei lieviti si combina in modo fine con profumi e sentori fruttati e floreali, capaci di evocare i panorami, i prati, le montagne di origine. Al sorso la freschezza si mescola armonicamente con una nota minerale capace di riprodurre l’ambientazione scenica che già i profumi avevano sollecitato.

Elegante ed equilibrato, regala alla fine un sorso di spensieratezza e di armonia con la natura. Con un corpo medio si abbina perfettamente con antipasti di pesce, anche cotti, ma anche con pesci più consistenti come l’orata, magari preparata al sale.

Valutazione: 4,25/5

Prezzo medio: 22 euro

Rapporto qualità/prezzo: favorevole

La rubrica “Un vino, un territorio” prende una pausa per le festività natalizie. Ci rivediamo il 13 gennaio 2021 con una nuova edizione della rubrica. A tutti i nostri numerosi lettori l’augurio mio personale e di tutto il gruppo Terminus di un buon Natale e di un buon Anno, nell’augurio che sia davvero migliore di quello che stiamo per terminare

* fondatore del gruppo Terminus, comunicatore, sommellier Ais

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