Un vino,un territorio/ Sicilia- Etna Rosso Planeta

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Pietro Colagiovanni*

Il territorio: questa settimana torniamo in Sicilia, una terra che è simbolo della rinascita vitivinicola del Mezzogiorno con produzioni ormai famose internazionalmente e di grande qualità. Siamo nel Parco dell’Etna, nel versante nord del vulcano a Castiglione di Sicilia, in provincia di Catania.

In questo comune di 3000 abitanti è situato il vigneto Pietramarina, vigneto di proprietà della famiglia Planeta, uno dei nomi simbolo della viticoltura sicula, Castiglione di Sicilia è uno dei borghi più belli d’Italia ed ha una storia che risale al popolo siculo o sicano e successivamente, nell’VIII secolo avanti Cristo, alla colonizzazione greca. Da vedere nel paese, che si adagia sulle colline nel mezzo della valle del fiume Alcantara, c’è U Cannizzu, una torre militare di arenaria di origine medievale, posto di vedetta sull’intera alta valle dell’Alcantara.

La Cantina Planeta dell’omonima famiglia è uno dei produttori più importanti, con 387 ettari di vigneti sparsi per l’intera isola e 2,5 milioni di bottiglie annue. Planeta ha origini che risalgono al 1500, a ben 17 generazioni fa che si è sempre occupata di agricoltura. L’azienda vitivinicola Planeta nasce nel 1985 ed ha conosciuto, da allora, un grandissimo successo, soprattutto perchè in grado di far coincidere la quantità di una produzione importante con un profilo qualitativo sempre di elevato livello.

Il vitigno: l’Etna Rosso di questa settimana è prodotto in purezza con Nerello Mascalese, il vitigno classico delle produzioni di rosso alle pendici del vulcano. Coltivato anche in Calabria ha origini antiche e incerte, probabilmente legate alla sua coltivazione nella zona della contea di Mascali, da cui prende il nome. Di colore rosso chiaro ha una vendemmia molto tardiva e dà origine a vini dalla buona struttura alcolica e dai forti sentori di frutta di bosco.

Il vino: questo rosso del 2018 fermenta in tini di legno e di acciaio e, dopo la svinatura, matura in tini di legno e in acciaio per 6/9 mesi. E’ un vino che può essere bevuto giovane ma può in condizioni di conservazione adeguate evolvere anche qualche anno in cantina. Il colore è un bel rosso rubino luminoso, i profumi sono quelli classici del Nerello Mascalese, frutta rossa e di bosco, con una leggera nota di macchia mediterranea.

Al sorso si rivela un vino agile ed elegante, con una struttura non sovraccarica ed una buona freschezza, un equilibrio che lo rende estremamente gradevole. Una nota leggermente minerale ricorda il terreno vulcanico su cui il Nerello è cresciuto. Si tratta di un vino molto ben fatto e ben realizzato, ottima interpretazione di un territorio e capace di evocare i profumi, i sapori e il calore della Sicilia e del Mediterraneo. Versatile anche negli abbinamenti si accompagna bene a primi col pomodoro, sia pasta che risotti ed anche a secondi di carne, magari in umido. Molto interessante il rapporto qualità prezzo.

Valutazione: 4,25/5

Prezzo medio: 15 euro

Rapporto qualità/prezzo: favorevole

* fondatore del gruppo Terminus, comunicatore, sommellier Ais

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