Un vino, un territorio- Veneto- Valdobbiadene Prosecco Superiore Rive di San Pietro Val D’Oca

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Di Pietro Colagiovanni*


Il territorio:  Siamo in Veneto e parliamo di una delle storie di maggior successo della viticoltura mondiale degli ultimi decenni: il Prosecco. E’ diventato, grazie anche ad un accorta e sapiente strategia degli organi gestionali della Regione, il vino più venduto al mondo, oltre 500 milioni di bottiglie l’anno. Di questo enorme quantità di prodotto circa il 60% viene esportato. Il Prosecco ha sedotto è affascinato intere nazioni, come la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, per la sua versatilità, immediatezza e, punto non secondario, per il suo prezzo decisamente accessibile.

Il prodotto di questa settimana, un prodotto di grande fascino ed equilibrio, è prodotto nel cuore del territorio del Prosecco, a Valdobbiadene, in provincia di Treviso nella frazione di San Pietro di Barbozza. La cantina cooperativa Val d’Oca, attiva sin dal 1952, ha la propria sede proprio a Valdobbiadene, comune di circa 10.000 abitanti. Le prime notizie certe di Valdobbiadene si hanno nel 1116 in un atto dell’imperatore Enrico V.

Nel medioevo il comune è stato al centro di numerose guerre tra signori e feudatari che di volta in volta l’hanno governato. Tra questi la famiglia di origine germanica degli Ezzelini, tra cui si ricorda, anche perché collocato all’Inferno da Dante Alighieri, Ezzellino III da Romano, detto il Terribile. Valdobbiadene entrò poi a far parte del dominio della Serenissima e ne seguì le sorti storiche e politiche.

La frazione di San Pietro di Barbozza originariamente era comune autonomo ma nel 1929 fu aggregata a Valdobbiadene. Da segnalare il Duomo di Santa Maria Assunta edificato nella sua attuale forma alla fine del XVIII secolo. La viticoltura ha radici antiche in zone ma oggi Valdobbiadene è universalmente conosciuta per la produzione del Prosecco a tal punto che nel luglio del 2019 l’Unesco ha riconosciuto le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene quale patrimonio dell’Umanità.

Il vitigno: il Prosecco è frutto, principalmente anche se non esclusivamente, di un vitigno, la Glera. La bottiglia di questa settimana è prodotta con Glera al 100%. la storia del nome di questo vitigno è interessante per capire come una politica intelligente può valorizzare le tante eccellenze che ci sono in Italia. La Glera sino al 2009 si chiamava semplicemente Prosecco. Con un Decreto Ministeriale si decise di denominare il vitigno Glera attribuendo la denominazione Prosecco al territorio di produzione. In questo modo si è evitata la debacle che l’Italia ha subito sulla denominazione Tokaj (attribuita all’Ungheria) e si è valorizzato un territorio, a tal punto che le colline del Prosecco sono diventate patrimonio dell’Unesco.

La Glera è un vitigno semiaromatico che produce vini, prevalentemente spumantizzati, con un inconfondibile sentore fruttato

Il vino:  territorio, cooperazione e solidarietà. Sono le tre parole d’ordine della cooperativa vitivinicola Val d’Oca. Ben 11 milioni di bottiglie prodotto, con 898 ettari vitati e ben 600 soci Val d’Oca si è fatta strada con una filosofia capace di abbinare un produzione su larga scala agli imperativi posti da una produzione di alto livello qualitativo. Non sempre, infatti, (e alcune problematiche relative ad alti livelli di inquinamento nelle zone di produzione lo testimoniano) il Prosecco viene prodotto nel rispetto di filosofie di rispetto del territorio, della sua storia e della sua tradizione. Non è il caso di Val d’Oca che è l’insieme, e non la somma, di tanti piccoli produttori. Le uve di questa bottiglia sono raccolte a mano e ovviamente la fermentazione avviene col metodo Charmat/Martinotti (in autoclave per intenderci) cifra classica di ogni Prosecco.

Con un residuo zuccherino di circa 8g/l (è un brut, mentre l’extra brut scende al di sotto di 6 g/l) ed una gradazione di 11,5 gradi il Rive di San Pietro è un vino fine, equilibrato e gradevole. Dal bel colore giallo paglierino brillante e luminoso ha odori fruttati tipici della Glera ma non invasivi (come succede in tanti prodotti simili) bensì eleganti e avvolgenti. Al sorso è equilibrato, di ottima bevibilità, asciutto ed armonici. Va bene anche solo per un brindisi ma è ideale per un aperitivo non cenato, leggero e di accompagnamento, visto che può essere così l’indiscusso protagonista.

Prezzo favorevole
Valutazione: 4/5
Prezzo medio: 10 euro
Rapporto qualità/prezzo:favorevole

  • fondatore del gruppo Terminus, comunicatore, sommellier Ais
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