Transumanza 2015, il Molise mostra la sua parte migliore. Paesaggio fiorente e cammino dello spirito da un Santuario all’altro

1437

Partenza alle cinque e mezzo del mattino da Santa Croce di Magliano, vento, sole, collina e montagna. Poi, nel tardo pomeriggio, arrivo a Ripalimosani, dopo aver costeggiato ferrovie, invaso brevi tratti di carreggiate d’asfalto, e sconfitto la fatica, come accadeva ogni giorno un secolo fa. La transumanza che fende lenta e inesorabile il Molise centrale è passione, costanza, sentimento per un ‘rito’ agropastorale che in Molise e Puglia si svolge ancora seguendo esclusivamente le regole della natura.
Quella di ieri è stata un’altra giornata intensa per mandriani, cavalieri, amanti del trekking e bovini, naturalmente, trecento fra mucche e manze di razza podolica e marchigiana, una carovana che non si ferma mai, se non per il ristoro all’ora di pranzo. Panorama di rara bellezza lungo il tratturo ‘Celano-Foggia’: da Santa Croce discesa ripida verso Bonefro e San Giuliano di Puglia. Il paesaggio verde acceso di Sant’Elia a Pianisi è una cura per il corpo e per l’anima. Tappe dai pendii dolci a Ripabottoni e Monacilioni. Cambiano le coordinate del tratturo. Camminando sul braccio Centocelle-Cortile, virata per Campolieto, Matrice, con passaggio tipico del ‘sentiero dello spririto’ di fianco alla chiesa di Santa Maria della Strada che si chiama così proprio perché sorge su una diramazione del tratturo Pescasseroli-Candela. Una tappa interlocutoria, di sosta, per i pellegrini che, dall’attuale Molise interno s’incamminavano verso i santuari della Puglia. Infine il tratto periferico di Campobasso, in contrada Santo Stefano, e l’arrivo a Ripalimosani, al Santuario della Madonna della neve in località ‘Quercigliole’.
Oggi invece la mandria e il suo seguito percorreranno gli ultimi chilometri, ancora una volta tanti, attraversando il guado del fiume Biferno nel tratto di fiume che costeggia la collina sulla quale svetta Castropignano con il suo castello immerso in uno contesto misterioso da ultima roccaforte della civiltà. Di grande impatto visivo, per la bellezza del paesaggio, l’ascesa verso lo stesso paese, che sarà raggiunto, tra curve ripide e tornanti. Di nuovo, il saliscendi del tratturo in uno scenario di ‘jovinesca’ memoria, che conduce a Torella del Sannio, toccando le latitudini del piccolo centro di Molise e puntando dritto al centro storico di Frosolone. Qui, una sfilata di uomini e animali enfatizzerà la vocazione agropastorale della transumanza e introdurrà la carovana ai profumi e agli odori unici delle masserie, anzi della masseria: quella della famiglia Colantuono, in località Acquevive. L’arrivo della mandria ai pascoli della ‘Montagnola molisana’ rappresenta non solo il traguardo di un viaggio lungo 180 km, ma pure quello di partenza di una tre giorni che vedrà la Pro loco frosolonese pienamente operativa, pronta a dedicare tutte le sue cure al dettaglio di un ‘fenomeno’ della civiltà contadina che, una volta ancora, si è rivelato entusiasmante e vario in tutte le sue affascinanti implicazioni.
In serata alle 18 aprirà i suoi spazi la Mostra  della Transumanza, caratterizzata dal Mercato dei prodotti tipici di una cultura enogastronomica che ha conquistato anche le menti pensanti di Expo 2015.

Venerdì 29 ancora Mostra mercato e la presentazione del libro, del compianto Professor Renato Lalli, dal titolo ‘Identità della transumanza’. L’incontro si svolgerà nella sala convegni dell’ex Municipio. Infine, sabato 30 maggio, i sapori della Mostra mercato, sempre dalle 18 alle 21, e le escursioni guidate in montagna, quasi a voler riprendere subito il largo sui tratturi, con passo lento e fermo, sposando il verde e l’incanto di un Molise incontaminato e ancora fiorente.

Commenti Facebook