South Beach/L’assalto sciagurato al litorale di Montenero non può essere consentito

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In realtà, quando abbiamo letto i dettagli del progetto South Beach, che sta destando raccapriccio anche nelle regioni limitrofe, più che al sonno della ragione abbiamo pensato ad un bicchiere di troppo da parte degli ideatori. Purtroppo però basta leggere la delibera della Regione Molise per capire che, almeno per ora, questa follia viene presa sul serio.

Non ci interessa se i presunti finanziatori siano cinesi, arabi o marziani: come Rete della Sinistra vogliamo condividere con tutti i molisani che amano la loro terra la nostra profonda tristezza nel constatare ancora una volta che l’unica idea di crescita e sviluppo che i nostri amministratori riescono a concepire è quella del diluvio di cemento e del consumo dissennato di suolo. Idea tragicamente vecchia, che ha sempre portato solo dissesto, frane e bruttura; che nel resto d’Italia si prova a superare, sulla quale almeno si discute, e che in alcune fortunate parti d’Europa è da tempo dimenticata.

L’assalto sciagurato al litorale di Montenero, incontaminato e fragile, non può essere consentito; denota un tale analfabetismo ambientale e politico che è dovere di ogni cittadino molisano mobilitarsi per fermarlo. In nome del bene comune territorio che non può essere lasciato alle decisioni di pochi, quando sono in gioco la distruzione totale di un’area così vasta e l’alterazione irreversibile delle bellezze paesaggistiche che sono patrimonio di tutti noi.

Cosa può avere indotto l’amministrazione di Montenero e quella regionale anche solo a pensare di discutere un progetto che rovescerebbe colate di cemento su una delle poche aree intatte della nostra piccola costa, soggetta tra l’altro a erosione e forti rischi idrogeologici e vincolata da aree protette?

Come si fa a prendere sul serio progetti che addirittura prevedono lo spostamento della statale Termoli-Vasto, per far posto alle torri e ai palazzi?

Come si può pensare, in tempi di pandemia, a prevedere la concentrazione di 50.000 persone in grattacieli e torri, quando l’unica forma attualmente possibile di turismo, come già visto l’estate scorsa, è quella dei luoghi piccoli, isolati, dove non correre rischi di affollamento? Come si può essere così ottusi da non aver preso atto che il forte richiamo esercitato nel 2020 dal Molise è dovuto proprio al suo essere fuori dalle rotte del turismo di massa e al fatto di poter offrire piccoli borghi e spiagge tranquille?

Di fronte a questo che è sicuramente il peggior attacco alle coste italiane degli ultimi 50 anni, al selvaggio tentativo di stravolgere l’assetto naturale dei luoghi per farne giocattolo di lusso a beneficio dei super ricchi (grida vendetta l’oscena idea dei canali navigabili per risalire con la propria barca fino alla porta di casa), la risposta dei cittadini deve essere pronta e unitaria: rispedire al mittente questo delirio, rivendicare il diritto a fermare scelte distruttive come questa, esigere immediatamente quella legge regionale urbanistica e di tutela del territorio che chiediamo da anni e che i nostri decisori politici continuano a negarci.

Saremo al fianco dei comitati locali, con i quali siamo già in contatto, e delle associazioni che stanno già muovendosi anche fuori dal Molise e rivendicano giustamente il diritto di difendere l’Adriatico intero da questo scempio così devastante da alterarne tutto l’aspetto complessivo; chiamiamo già da ora i cittadini molisani a mobilitarsi, preparandosi a resistere fino alle corti di giustizia europee.

Ma soprattutto li chiamiamo a delegittimare i rappresentanti politici attualmente in carica, che ritengono evidentemente di avere il diritto di trattare il territorio come proprietà esclusiva e fonte di profitto. E’ necessario togliere loro la possibilità di farlo, mandandoli finalmente a casa; come ha ben dimostrato la pandemia, del resto, non sono né capaci né degni di rappresentarci.
TERMOLI BENE COMUNE – RETE DELLA SINISTRA

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