Segreteria PD: Siamo al lavoro per salvare l’ospedale di Agnone. Chiesto riconoscimento area disagiata

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“Stiamo lavorando, compatti, per l’ospedale di Agnone e cercare di ottenere da Roma il riconoscimento di area disagiata”. Lo afferma la Segreteria regionale del Partito Democratico, che ieri si è riunita approfondendo in un incontro lungo quattro ore le tematiche molisane, in particolare della sanità. “Oltre venti sindaci dei comuni del Molise e del vicino Abruzzo hanno firmato un documento congiunto, indirizzato ai Presidenti delle Giunte Regionali del Molise e dell’Abruzzo, nonché ai Ministri della Salute e dell’Economia, affinché nei Piani Sanitari delle due Regioni contermini (e negli Atti Aziendali conseguenti) venga riconosciuta ed affermata, anche per il tramite di accordi di confine, la necessità di mantenere in vita l’ospedale di Agnone in quanto Presidio Ospedaliero in Zona Particolarmente Disagiata”.
Il Partito Democratico regionale ha inteso sostenere le istanze del territorio portandole all’attenzione nazionale attraverso i propri parlamentari che insieme ai colleghi abruzzesi hanno interrogato il Ministro della Salute con l’obiettivo di mantenere in vita l’ospedale di Agnone in quanto Presidio Ospedaliero in Zona Particolarmente Disagiata. La segretaria Micaela Fanelli ha poi contattato il sottosegretario alla Sanità Vito De Filippo, che già durante questa settimana potrebbe incontrare una delegazione di amministratori e comitati alla presenza del Presidente della Regione Paolo di Laura Frattura.
Questo nuovo corso degli eventi ha prodotto anche un’azione concreta in Consiglio regionale, in quanto nella recente seduta monotematica sulla sanità il Presidente Frattura ha affermato che sarà chiesta una deroga per riconoscere l’ospedale di Agnone come ospedale di area disagiata.
La segreteria Pd ha posto così attenzione, in modo concreto, verso le aree più deboli, schierandosi compatta a favore del riconoscimento di area disagiata. Obiettivo: salvaguardare i livelli essenziali di assistenza sanitaria e le prioritarie prestazioni di emergenza in un territorio particolarmente precario come quello dell’alto Molise e dell’alto vastese.

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