Rete della Tutela della Salute Mentale , la mozione a firma dei consiglieri regionali Perrella e Sabusco

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La prosecuzione per un’ulteriore annualità del progetto di “Costituzione dei Centri per l’integrazione socio lavorativa dei pazienti psichiatrici”, progetto sperimentale attivato dalla Regione Molise a partire dal 2009, proroga ottenuta dopo mesi di riunioni, incontri, proposte, culminate nella Giornata della Salute Mentale del 12 giugno 2015, ha rappresentato un primo importante successo per la Rete della Tutela della Salute Mentale nella nostra regione.
Ora è importante non abbassare la guardia e continuare su questa strada, e con questa mozione vogliamo riportare l’attenzione su questo tema, poiché l’attuale situazione della nostra sanità regionale sta mettendo a serio rischio l’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza, tra l’altro al momento nemmeno garantiti in alcune zone periferiche.
Difatti nello specifico dei servizi di Salute Mentale, già contrassegnati negli anni passati da un’evidente carenza di organico, non sono stati rinnovati gli incarichi di molti medici, infermieri e assistenti sociali, mentre altre importanti professionalità sono fortemente a rischio in vista della scadenza dei contratti prevista da novembre in poi.
Per questo ribadiamo con forza, ancora una volta, il rispetto degli standard di personale presso i Centri di Salute Mentale, perché il settore della psichiatria è molto delicato, ed è l’unico nel quale il personale deve tutelare l’intero percorso di cura, dalla prevenzione, cura e riabilitazione, prevedendo anche la gestione diretta dell’emergenza/urgenza.
Una situazione veramente insostenibile, aggravata dalla progressiva e costante riduzione del finanziamento dei servizi di Salute Mentale, visto che mentre le normative nazionali e regionali prevedono la quota del 5% del Fondo Sanitario Nazionale, di fatto nel Molise questa quota di finanziamento non supera il 3%.
Il Governo regionale, di concerto con la struttura commissariale, deve cercare di risolvere queste criticità, insieme alle altre emerse nell’incontro del 12 giugno 2015: parziale applicazione del Progetto Obiettivo Nazionale sulla Tutela della Salute Mentale; carente attuazione del processo di riorganizzazione dei servizi a centralità territoriale; mancata risposta legata alla residenzialità psichiatrica di lungo assistenza omogenea.
Queste ragioni, unitamente a quanto disposto dal nuovo Patto della Salute che per l’area della salute mentale adulta e dell’età evolutiva prevede che le Regioni disciplinano i principi e gli strumenti per l’integrazione dei servizi e delle attività sanitarie, sociosanitarie e sociali, ad oggi rendono necessaria una riorganizzazione strutturale del servizio per la Tutela della Salute Mentale, attraverso la piena ed effettiva funzionalità del Comitato Tecnico Regionale, istituito, ricordiamo, con compiti di monitoraggio e di verifica per le attività di promozione e di tutela della salute mentale regionale.
Questo rappresenta un passaggio fondamentale per giungere alla predisposizione del Progetto Obiettivo Regionale, impegno che deve essere assunto dall’attuale Governo regionale, e che deve essere accompagnato dal Consiglio regionale, nell’ambito del proprio ruolo istituzionale.
Solamente seguendo questo percorso programmatico si potranno raggiungere quegli obiettivi prioritari individuati ed esposti dalla Rete della Salute Mentale nella giornata del 12 giugno 2015 e, di recente, nuovamente affrontati nell’incontro dello scorso 9 settembre nel CSM di Termoli:
– istituzione di una Direzione Interdipartimentale;
– piena attuazione dei CSM;
– innalzamento della quota del budget per la salute mentale;
– aumento del personale;
– attivazione di servizi e strutture per patologie “di confine”;
– attivazione di percorsi per rispondere in maniera tempestiva alle problematicità della fascia d’età 16-24 anni;
– riordino della residenzialità psichiatrica;
– piena attuazione della rete dei servizi semiresidenziali;
– sviluppo e integrazione dei servizi per il trattamento dei pazienti con disturbi alimentari, doppia diagnosi e con disturbi di personalità;
– tutela della Salute Mentale nella Case Circondariali.

Angiolina Fusco Perrella
Giuseppe Sabusco

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