Perhé tanti incompetenti diventano leader?

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Uno studio condotto nel 2011 su un campione di circa 14.000 lavoratori, con finalità di avere un giudizio sul capo di coloro che risposero, solo il 26% ha valutato positivamente il loro capo. Il 60% delle persone nel mondo ritiene che il loro paese è sulla strada sbagliata, per colpa dei loro leader. 

In un libro Chamorro – Premuzic analizza il fenomeno del rapporto tra competenza e leadership e punta il dito sui processi di selezione: pone alcune domande scomode: perché è così facile per gli incompetenti diventare leader? Perché è così difficile per le persone competenti, specialmente se sono donne, farsi largo? perché si «Premiano le qualità sbagliate»?

Ci ritroviamo troppo spesso con; Politici impreparati, Ministri privi di curriculum all’altezza del ruolo, Boiardi che passano con disinvoltura da un incarico all’altro, senza conoscere neppure uno dei delicatissimi settori cui di volta in volta sono preposti, Dirigenti che rendono la vita impossibile a decine e decine di loro sottoposti, ostacolandone produttività e carriera…troppi  incompetenti in posizione di comando, vero dramma che da anni ha preso in ostaggio il futuro del nostro paese.

Passando al mondo del lavoro; scarso impegno, perdita di entusiasmo generata da leader intrattabili, incapaci e pieni di sé si traducono in una perdita di produttività annua di circa 500 miliardi di dollari, a questo bisogna aggiungere che il 75% delle persone che abbandonano la propria occupazione lo fa a causa dell’ansia, della frustrazione generata da superiori mediocri, arroganti che creano problemi invece di risolverli; un  turnover, che comporta una perdita stimata tra il 10 e il 30% del monte salario annuo.

Persone competenti, esperte, adatte a guidare governi, imprese e istituzioni ci sarebbero ma siedono in panchina, mentre tanti mediocri s’issano baldanzosi nei posti di comando.

Premuzic, imputa all’inadeguatezza i processi di selezione; quando gli uomini vengono selezionati per occupare posizione di vertice quegli aspetti che predirebbero il loro fallimento  (eccessiva fiducia in sé stessi e narcisismo) sono scambiati per indicatori di potenziale o di talento per la leadership e persino esaltati, invece che interpretarli come segnali di pericolo ,e spingono a dire: “Ah, che tipo carismatico! Ha la stoffa del leader”.

I criteri di selezione esaltano: il protagonismo rispetto all’umiltà, l’estroversione rispetto alla sobrietà, la voce grossa rispetto alla ragionevolezza, l’azzardo rispetto alla saggezza, caratteristiche, forse utili a imporsi come leader, ma inadatte a guidare un paese, un’impresa o una comunità di persone.

La maggior parte tende a sovrastimare i propri talenti, quelli che eccellono in questa pratica sono i meno preparati, in fondo, chi sa è consapevole della limitatezza del sapere e per questo è in grado di riconoscere i propri limiti; al contrario, chi non sa (o sa poco) ritiene di sapere tutto e per questo si culla in una sicumera del tutto disfunzionale e fuori luogo.

Spesso accade che i capi che ostentano maggiore sicurezza (e incompetenza) siano preferiti a quelli più competenti, umili e laboriosi che a causa di questi attributi, appaiono cauti e insicuri agli occhi dei selezionatori. In tempi non sospetti lo aveva già evidenziato Bertrand Russell: «la causa fondamentale del disastro è che nel mondo moderno gli stupidi sono arroganti e pieni di sé mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi».

Leader efficaci, in politica e nelle imprese, non sono i più carismatici, ma quelli dotati di perseveranza e modestia, che approcciano la realtà in modo umile e sono pronti ad ammettere i propri errori.

Chamorro-Premuzic nel suo libro evidenzia che, c’è un’enorme differenza tra i tratti della personalità e i comportamenti che occorrono per essere scelti come leader, sicurezza di sé, narcisismo, carisma e i tratti e le competenze che occorrono per essere capaci di dirigere competenza e onestà.

Per far emergere dei buoni leader, esperti, emotivamente stabili, consapevoli dei propri limiti e dotati di una buona dose di umiltà ed empatia, occorre ripensare i criteri di selezione, poiché sono quest’ultimi a escludere, in modo distorto, tutti coloro (in particolare le donne) che invece avrebbero le caratteristiche adatte per essere un buon leader.

Spesso i leader, più sono mediocri e incompetenti, più tendono a circondarsi, quando sono al potere, di persone mediocri e incompetenti; tendono a creare un ambiente tossico, in cui la mediocrità si autoperpetua proprio,come fanno i batteri e i parassiti negli ambienti inquinati e contaminati.

Alfredo Magnifico

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