Movimento Piccoli Comuni: la politica ha iniziato ad affrontare la tematica di salvaguardia dei piccoli comuni

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Il futuro dei piccoli comuni e dei loro abitanti è la priorità assoluta che il Movimento si è sempre prefissato. La perdita di Franco d’Abarno ideatore e fondatore dell’iniziativa, in noi lascia un grande vuoto, ma quello che non ci sembra giusto, è lasciare cadere nell’oblio tutto il lavoro da lui svolto, e noi che lo conoscevamo possiamo affermare che lo faceva con “anima e corpo”.  La politica ha cominciato ad affrontare la tematica ‘piccoli comuni’, è stata presentata una proposta di legge, in data 15 marzo 2013, di cui il primo firmatario è Ermete Realacci, ma vede tra i firmatari componenti di tutti i gruppi parlamentari, tra cui anche l’onorevole molisano Danilo Leva.
La proposta di legge tocca tematiche generali di salvaguardia dei piccoli centri: “con particolare riferimento all’ambiente, alla protezione civile, all’istruzione, alla sanità, ai servizi socio-assistenziali, ai trasporti, alla viabilità e ai servizi postali, (articolo 4)”.  Ma tocca anche tematiche come l’incentivo alla residenza nei piccoli centri, interventi di afforestazione e riforestazione, valorizzazione dei prodotti agroalimentari tipici, servizi idrici ecc….
A noi sembra un ottimo punto di partenza, naturalmente da integrare con leggi regionali ad hoc, che tengano conto delle specificità proprie di un dato territorio, il dubbio che sorge è sulla tempistica che l’approvazione di tale proposta di legge comporta, ad oggi in effetti, la proposta è ancora ferma in commissione. I piccoli comuni in Italia sono 5653, su di un totale di 8058, cioè il 70,15%, se invece ragioniamo in termini di superficie, i piccoli comuni occupano circa il 60% del territorio nazionale, quindi il loro costante abbandono, porta di conseguenza all’abbandono di più della metà del territorio nazionale, con tutto quello che ne consegue (dissesto idrogeologico, città sovraffollate, incuria ecc…). Se consideriamo che la maggior parte dei piccoli comuni si trova in aree a rischio, si deduce che la loro cura permette un maggior controllo del territorio, evitando un’altro aspetto che la proposta di legge tocca, cioè quello dell’eccessivo consumo del suolo,spesso in maniera abusiva, dovuto allo spostamento massiccio della popolazione verso i grandi centri.

Analizzando poi il fenomeno nel Molise, la situazione si accentua ancora, in effetti, nella nostra regione, i piccoli comuni sono 125 su 136, cioè il 91,91%, sul totale del territorio la percentuale è del 82%, quasi interamente ricadente in aree a rischio sismico ed idogeologico. I tagli sconsiderati del governo centrale alle amministrazioni locali, costringono quest’ultime ad un aumento della tassazione, che per ovvie ragioni numeriche, nei piccoli centri, si ripartisce su un numero esiguo di abitanti, accentuando il prelievo fiscale su abitanti che già sono penalizzati dalla mancanza di servizi.

Quindi, alla luce di quanto esposto, quello che si il Movimento vuole ribadire e sottolineare si può racchiudere in quanto segue:
– Rapida approvazione della proposta di legge sui piccoli comuni.
– Revisione dei trasferimenti statali alle amministrazioni locali.
– Incentivo alla gestione intercomunale di alcuni servizi, al fine di ridurne i costi.
– Estenzione dello sgravio fiscale del 65% sulle ristrutturazioni edilizie nei piccoli comuni.
– Mancata tassazione delle nuove attività commerciali ed artigiane nei piccoli comuni per almeno un quinquennio, con progressivo aumento dal sesto al decimo anno.
– Sgravi fiscali alle aziende che già operano nei piccoli comuni
– Salvaguardia, anche a livello europeo, dei prodotti tipici legati al territorio; creazione di un marchio che identifichi i prodotti che valorizzazno le risorse e la manodopera locale
– Iniziative volte al sostegno della filiera corta e cortissima dei prodotti dell’agroalimentare
– Incentivo alle nascite nei piccoli centri.

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