Molisani nel mondo/John R. Yaniero (Ianiero) fu Direttore di laboratorio della “Rutgers University School of Engineering” nel New Jersey. Era nato a Torella del Sannio

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*rubrica a cura di Geremia Mancini e Mariateresa Di Lallo

Il Molise è fatto da molisani, anche da quei molisani che sono emigrati, perchè costretti o per scelta, soprattutto a cavallo delle due Guerre mondiali, ma sempre con un pensiero rivolto alla loro terra, e che si sono distinti in vari settori nel mondo. Con questa rubrica vogliamo ricordarli ma anche ridare dignità ai nostri borghi, ai nostri talenti e nel contempo riaccendere l’attenzione su questo piccolo lembo di terra, non solo per storia, cultura e paesaggi ma anche dal punto di vista degli ingegni. Pultroppo il Molise come i molisani illustri, non sono presenti sui libri di storia, ma è giusto far conoscere ai molisani in primis, alle giovani generazioni, che i loro avi, si sono distinti nel mondo, con sacrifici, allontanandosi dai propri familiari, a volte non riuscendo a tornare nella loro terra d’origine. Di settimana in settimana racconteremo la storia di ognuno di loro, ricordando anche il paese di nascita molisano.

John R. Yaniero (Ianiero) nacque a Torella del Sannio (CB), il 6 settembre del 1920, da Clemente a Maria “Frances”. Il padre, nato nel 1893 da Berardino e Marta, emigrò una prima volta nel 1922 e arrivò ad “Ellis Island” sul piroscafo “Colombo”. Poi, quando John aveva dieci anni, la famiglia Yaniero si riunì a Middlesex nel New Jersey. Il piccolo John frequentò la “ Middlesex Borough School District” e successivamente altre scuole professionali. Conseguì brillantemente la formazione nel campo “Optical Electrical” e “Mechanical Instruments” presso il “City College” di New York, poi presso lo “Stevens Institute” ed infine alla “Rutgers University”.


Ed é proprio alla “Rutgers University School of Engineering” che lavorò per oltre 50 anni come Direttore di laboratorio (Institute of Engineering Materials) specializzato nel campo della “Electron-microscopy” e del “x-ray diffraction”. Durante la sua lunga attività John R. Yaniero ha collaborato con: “ Haydu Brothers Laboratories”; “ Borroughs Corporation”; “ Breeze Corporation” e “ New Jersey Lens Co”.


La sua professionalità e il suo impegno sono certificati da centinaia di pubblicazioni nelle quali viene messo in rilievo il suo importante contributo (tra i tanti i ricercatori che lo ringraziano: Yun Jiang, Memduh Volkan Demirbas; Steven R. Mercurio Jr. e Robert Uhrin). Qualcuno arrivò a parlare, vista la sua professionale maestria, di autentica “magia meccanica”. Nelle operazione del “Field emission scanning electron microscopy” (FESEM) John R. Yaniero venne ringraziato per aver, in tutte le fasi, offerto una preziosa collaborazione.


Sposò Antoniette Deluccia che gli diede due figli: Mary Lynn e Ron. Il padre, Clemente, morì nell’agosto del 1968. Maria Frances, la madre, morì il 20 novembre del 1983. John R. Yaniero morì, aveva 97 anni, il 6 dicembre del 2017. La “Rutgers University School of Engineering” ha istituito un particolare premio in suo onore.

Torella del Sannio (CB)
Secondo generiche e vaghe notizie, il primo nucleo sarebbe sorto tra il IX e il X secolo ad opera di un gruppo di profughi, provenienti dalle pianure del Biferno e del Volturno, scampati alle incursioni saracene.
La scelta del luogo per la nuova dimora sarebbe caduta sulla contrada denominata Collalto, a qualche chilometro da Torella, per la struttura morfologica del terreno che permetteva l’avvistamento e la difesa e rendeva difficile l’arrampicata ai predoni. Si ignorano le vicissitudini di questo manipolo di fuggiaschi, ma senz’altro si fortificò ed eresse sulla collina, quasi a strapiombo sul Biferno, una torre di guardia i cui resti continuano tuttora a sfidare i secoli.
Il nucleo storico sorse attorno a una torre costruita dai Longobardi nel IX secolo sulla cima del colle. Il castello si sviluppò nel XIII secolo grazie agli Angioini, e fu costruita anche la parrocchia di San Nicola. Nel XV secolo il feudo passò ad Alfonso d’Aragona che rimodellò le torri circolari. Dopo la decadenza degli aragonesi nel Molise, il castello ducale passò ai Carafa, ai Caracciolo, e nel XVIII secolo ai Ciamarra. Furono gli ultimi proprietari.
Fino al primo Novecento, il paese mantenne un’economia prettamente feudale e agricola. Negli anni Sessanta ha subìto spopolamento per emigrazione a Campobasso o fuori regione.
Il paese è strutturato principalmente su due colli: il “Colle” che rappresenta la parte nuova ed il “Ciglione” dove si sviluppa la parte più antica, con il castello e la chiesa che dominano l’abitato.

Monumenti presenti:


Chiesa di San Nicola
La prima costruzione risale al XIII secolo circa. Tuttavia dopo il terremoto del 1456, fu completamente ricostruita in forme rinascimentali, e poi rimodellata in forme tardo-barocche nel XVIII secolo. La chiesa è legata al castello da un muro laterale ed è a pianta rettangolare a navata unica. Ha un campanile a torre. Le sue origini non sono molto chiare, anche se con molta probabilita’ la sua edificazione risale alla fine del ‘500 come cappella gentilizia.
In seguito al terremoto del 1805, la chiesa subi’ delle modifiche nonche’ anche un notevole ampliamento.


Nell’ultimo decennio, anche l’interno e’ stato soggetto a lavori di restauro con lo scopo di inserire un tocco di eleganza e raffinatezza al suo stile barocco. All’interno della chiesa di San Nicola di Bari sono custodite le reliquie di San Clemente Martire, giunto a Torella nel 1786 dalle catacombe di Priscilla.
Il reliquiario del santo viene portato in processione ogni martedi’ di Pentecoste nonche’ ogni 15 del mese di ottobre.
Oltre alla chiesa di San Nicola di Bari, vi sono anche altre due chiese: una dedicata al SS. Rosario e l’altra dedicata a San Giovanni Battista.

Castello medioevale
Si trova in cima a Colle Ciglione, in alto sopra il borgo, dove fu costruita la prima torre longobarda del IX secolo. Nel XIII secolo fu fortificato come vero castello dagli Angioini. Nel XV secolo fu ampliato dagli aragonesi e successivamente passò a vari baroni tra i quali i Carafa e i Caracciolo, passando in seguito alla famiglia Ciamarra. Il castello ha forma di un palazzo gentilizio di pianta rettangolare irregolare, con muratura in mattoni. Le tre torri angolari superstiti appartengono al periodo aragonese, di forma circolare, e con sommità decorata da merlature e cappuccio a cono per tetto.


E’stato dichiarato Monumento Nazionale, nonché Casa-studio Museo di Elena Ciamarra Cammarano. Fu acquistato dalla famiglia Ciamarra dai Caracciolo nel 1815, allo stato di rudere, ed assunse, ricostruita, le fattezze che ancora conserva. Qui visse Elena Ciamarra, pittrice e musicista, che stimolata dall’ambiente familiare in cui cresce, manifesta molto presto il suo interesse per le arti figurative e la musica che perfeziona frequentando dei corsi in diverse accademie europee. Studia al conservatorio di Napoli e di Roma, ottenendo nel 1916 il diploma di pianoforte e violino e quello di Composizione e Direzione d’orchestra, titoli di studio generalmente riservati agli uomini..

*Geremia Mancini – presidente onorario “Ambasciatori della fame”
*Mariateresa Di Lallo – giornalista pubblicista, appassionata di storia, usi , costumi e balli medioevali e ricercatrice di tradizioni popolari molisane

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