LARINascita : Destinare fondi per lo sviluppo agricolo a progetti concreti invece di garantire profitti e privilegi ai soliti sostenitori

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E’ notizia di questi giorni la presentazione di un’idea progetto inerente la realizzazione di una struttura zootecnica atta alla produzione di latte e carne da bovini in parte di razza podolica ed altri di razze non specificate. L’ “idea progetto per la promozione e sviluppo della Festa di San Pardo”, così come è denominata la proposta, riguarda l’edificazione a Larino di una stalla con annessi non strettamente legati all’allevamento, che ospiterà circa 500 capi bovini, su un’estensione totale complessiva di 100 ettari di terreno, presumibilmente individuati in C.da Bosco, parte dei quali attualmente detenuti impropriamente dalla cooperativa Coteb ed altri detenuti senza titolo dal Consorzio di Bonifica Larinese, tutti comunque di proprietà del Comune di Larino che come se non fossero cosa sua continua a disinteressarsene.
Ad ogni modo, il totale degli investimenti richiesti per la realizzazione dell’idea progetto avanzata, “si potrebbe ipotizzare in un minimo di 6,5 milioni di euro” che la Regione Molise, andandoli ad attingere dal riparto dei fondi europei di programmazione e sviluppo agricolo, erogherebbe tale somma in favore della cooperativa Agri7ecno di Larino, soggetto proponente, la quale avrebbe così la possibilità di beneficiare del contributo al 100% a fondo perduto.
Sarà pure da condividere la mission del progetto, lo scopo di tutela della festa di San Pardo anche attraverso la possibilità di garantire il reperimento degli animali da traino, diventato ormai sempre più difficile sul territorio, tuttavia sono numerose le perplessità che emergono già da una prima lettura del progetto. Desta quantomeno scetticismo che un’impresa sotto forma di cooperativa di tal genere, che richiede 6.5 milioni di euro alla Regione Molise, nasca vocata alla salvaguardia di una manifestazione tradizionale-religiosa invece di essere concepita con ben determinate finalità produttive, innanzitutto per ridare un respiro nuovo al settore zootecnico ridotto sempre più al lumicino.
Seppure può trovare condivisione la programmazione approntata dalla Regione Molise in materia agricola ed anche l’intenzione di stimolare la crescita economica pensando al settore agricolo e zootecnico dell’intera Regione è cosa degna di nota, sarebbe altresì auspicabile che cifre di tali entità, 6,5 milioni di euro, vengano destinate a scopi più meritevoli, come quello di rivitalizzare il comparto agro-zootecnico e di conseguenza dare la possibilità ad un numero superiore di aziende, magari differentemente localizzate e dimensionate e legate dal vincolo cooperativo tra loro da identica gestione e produzioni.
Scendendo nel merito, anche la scelta di investire sulla podolica, razza naturalmente allevata su pascoli bradi di centinaia di ettari, capace di sfruttare le avare produzioni dei terreni marginali e di risulta e di produrre comunque reddito, stride fortemente con la scelta ubicativa illustrata nell’idea progetto, prevista su terreni irrigui e pianeggianti, quindi sicuramente più vocati a produzioni orticole e di pregio.
Per il Movimento LARINascita sarebbe auspicabile che per la programmazione del settennato 2014/2020 la Regione Molise punti a ripartire il fondo di 23 milioni di Euro totali disponibili destinandoli a progetti che in termini concreti riescano a portare ad uno sviluppo reale del territorio, validi appunto ad offrire un’ opportunità di crescita per tutta la collettività.
Larino in considerazione delle nuove possibilità di finanziamento europeo, ragionando nell’ottica di una programmazione locale ispirata anche alla costituzione di un distretto rurale di qualità, non dovrebbe perdere l’occasione di sfruttare le misure previste dall’UE per lo sviluppo rurale per dare avvio a quel processo di sinergia tra produttori e tecnici, nuove forme di cooperazione o consorzazione, anche con l’ausilio dell’università, per permettere ai prodotti di comprovata qualità e provenienza di trovare una collocazione nel mercato globale garantendo margini di profitto più vantaggiosi per gli stessi agricoltori, con tutto quello che ne deriva per l’indotto economico. In tal senso, l’amministrazione comunale dopo aver recuperato i terreni illegittimamente detenuti dovrebbe stimolare una progettazione che possa partecipare al riparto dei fondi utili ad intraprendere un percorso di rilancio del settore agricolo larinese propriamente detto.
Limitarsi ad aderire ciecamente al progetto proposto dall’Agritecno, che in sostanza, sotto la bandiera della tutela della tradizione religiosa, punta alla gestione di ingenti somme di denaro pubblico, ricorda quelle vecchie abitudini politiche già note ai molisani e dagli effetti nefasti già conosciuti, seppur in altri contesti, andando a rappresentare ancora una volta la solita dedizione della politica al soddisfacimento degli interessi dei soliti sostenitori, continuando a garantire loro lauti profitti, vantaggi e privilegi.

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