Il film della settimana/ “Talking about trees” di Suhaib Gasmelbari (Sudan)

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Pietro Colagiovanni *

Si tratta di un docu-film del 2019 in cui quattro anziani cineasti (che interpretano se stessi) provano a riaprire un cinema nella città sudanese di Omdurman. Il film ha vinto premi alla Berlinale ed è un interessante spaccato di una società e di una nazione, quella sudanese, poco conosciuta e raramente sotto i riflettori della cronaca.

Si tratta di un film in cui traspira una forte carica morale e politica e questo è comprensibile se si guarda alla storia recente del Sudan. Solo nel 2019 infatti il Sudan si è liberato dopo 30 anni di oppressione del dittatore al-Bashir ed è tuttora in bilico tra democrazia e dittatura. Non solo.

Come si nota guardando il film, l’ eredità della dittatura è lungi dal morire. Alla fine i quattro amici non ce la faranno a riaprire il cinema, nonostante la gente del posto avesse manifestato interesse e disponibilità alla visione di un film (tra l’altro era stato scelto Django Unchained di Quentin Tarantino). E non ce la faranno perchè il retaggio della politica oppressiva, della burocrazia sospettosa unita ad un islamismo dalle forti connotazioni integraliste bloccheranno tutto.

Il film di Gasmelbari è anche un inno alla forza vivificante del cinema, alla sua capacità sociale e politica: non a caso al-Bashir aveva chiuso tutti i cinema. Si tratta di un prodotto particolare, in cui si alternano momenti lirici e poetici alla denuncia di un passato orribile alla vita quotidiana di una società povera e provata da una dittatura feroce. Il film ha una bella fotografia, gli attori (che poi attori non sono) sono bravi, i tempi sono quelli giusti di un documentario con una sceneggiatura da raccontare.

Un film interessante che ci apre le porte di una società in profonda trasformazione ed evoluzione.

Voto 3,5/5

*imprenditore, comunicatore, fondatore del gruppo Terminus per commenti, recensioni o sollecitazioni e suggestioni cinematografiche potete contattarmi a [email protected]

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