Finanziati il Programma P.I.P.P.I. e la sperimentazione del modello di intervento Per la Vita Indipendente

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petraroia1È stato presentato ieri a Roma presso la sede del CNEL il Programma di Intervento per la Prevenzione dell’Istituzionalizzazione – P.I.P.P.I., recepito con Delibera di Giunta Regionale n. 645/2013 dalla Regione Molise che ha individuato come Ambito Territoriale di riferimento quello di Campobasso, con l’obiettivo di innovare gli interventi nei confronti delle famiglie “negligenti” per ridurre il rischio di maltrattamento e allontanamento dei minori dal nucleo familiare con la conseguente riduzione dei costi a carico degli Enti Locali.

Il Programma è il risultato di una collaborazione tra Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il Laboratorio di Ricerca ed Intervento in Educazione Familiare dell’Università di Padova, gli Ambiti Territoriali di Zona con l’obiettivo di creare una possibilità di cambiamento della persona, attraverso le reti sociali, legami affettivi e la possibilità di apprendimento e cambiamento nelle situazioni di maggiore vulnerabilità delle famiglie.
Il progetto si è avviato nel 2011 in 10 città italiane ed è stato esteso nel 2013 a 50 ambiti territoriali appartenenti a 17 Regioni coinvolgendo così 500 famiglie. Tale estensione è nata da una adesione partecipata e appassionata nelle due sperimentazioni precedenti e da una motivazione delle città a continuare il lavoro iniziato. I risultati raggiunti hanno spinto il Ministero delle Politiche Sociali ad ampliare il programma in altre realtà anche diverse morfologicamente e geograficamente.
Per quanto riguarda il modello di intervento “Per la Vita Indipendente” è stato individuato l’Ambito Territoriale di Termoli ed ha la finalità di sostenere le persone adulte con gravi disabilità per consentire loro di assumere autonomamente decisioni riguardanti la propria vita con il sostegno dei Servizi Sociali.
Nella seduta della Giunta Regionale del 24 febbraio sono stati approvati tre provvedimenti proposti dal Vice Presidente Michele Petraroia, il primo riguarda l’adeguamento ai requisiti organizzativi, strutturali e funzionali delle strutture residenziali e semi-residenziali per anziani, disabili e minori operanti sul territorio regionale. Alla data del 30.12.2013 risultavano, delle 85 strutture socio-assistenziali, solo 22 autorizzate dai Comuni, enti su cui ricade la sfera di competenza, presso i quali tali strutture hanno sede.
Grazie alla piena collaborazione dell’ANCI Molise, la quale si resa è promotrice di un approfondimento tecnico- istruttorio con i Comuni molisani e dei 7 Ambiti Sociali di Zona che hanno effettuato un monitoraggio continuo e costante dal quale è emerso che 43 strutture risultano autorizzate sulle 85 e quindi è stato deciso di prorogare a tutto il mese di maggio 2014 il termine per l’adeguamento ai requisiti previsti dalla Deliberazione del Consiglio Regionale n. 251/2004.
Partendo dal principio in base al quale non dovrà essere creato alcun tipo di disagio per gli ospiti di tali strutture e per i loro familiari e, tra l’altro, alcun tipo di riflesso negativo per i collaboratori e gli operatori delle strutture socio-residenziali, è emersa, la necessità di tutelare quello che, proprio il Vicepresidente dell’Esecutivo regionale, ha definito “un patrimonio di civiltà e di umanità che, quotidianamente, non lascia al proprio destino migliaia di anziani e che rappresenta, senza ombra di dubbio, un elemento di ricchezza per il Comune in cui la struttura ha luogo”.
Il secondo provvedimento approvato su proposta dell’Assessore Petraroia, recepisce l’Accordo del 24.01.2013 tra Governo, Regioni e Province Autonome con il quale è stato approvato il Piano Annuale per la Salute Mentale per affrontare i bisogni di salute, priorità, azioni e monitoraggio della popolazione affetta da problemi di salute mentale.
Infine per i nuclei familiari che persero la prima casa nel sisma 2002 e ai quali dal 1° maggio 2012 non è stato più riconosciuto il contributo per l’autonoma sistemazione e nei casi accertati di impossibilità di far fronte ai costi dei fitti è stato disposto un intervento mirato. Tale impedimento è stato giustificato da elementi oggettivi quali la situazione reddituale precaria ( certificata sulla base dall’indicatore ISEE), la numerosità della famiglia con minori disabili o anziani non autosufficienti, il prolungato stato di disoccupazione del capofamiglia e/o dei componenti adulti.

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