Emergenza Covid/ Scurti: il “Documento Sanità” della Federazione PD Basso Molise

137

Dall’inizio dell’emergenza abbiamo denunciato le gravi inadempienze da parte della macchina amministrativa di questa Regione; sia nella capacità gestionale vera e propria, sia nel dare risposte adeguate per affrontare in modo pronto, efficace e pertinente tutte le problematiche causate dal dilagarsi della pandemia.
Abbiamo, più volte ed in più occasioni, sollecitato Regione, Sindaci, Prefetto ed ASREM ad intervenire in maniera sensata per scongiurare una possibile catastrofe che potrebbe coinvolgere l’intero sistema sanitario regionale.

Le notizie che si rincorrono nell’ultimo periodo non sono affatto rassicuranti.
Mancano posti letto nei reparti di terapie intensive e in quelli di malattie infettive, l’ospedale Cardarelli sembra essere palesemente al collasso e il reparto di medicina d’urgenza del San Timoteo di Termoli è saturo perché i posti sono occupati tutti da pazienti covid.
Come se questo non fosse già abbastanza a destare grande preoccupazione, si è appreso della richiesta da parte della Regione Molise al ministro Boccia di un ospedale da campo di 140 posti, a fronte di nosocomi chiusi e non utilizzati come il Vietri di Larino, che sarebbero pronti per accogliere in maniera ottimale e dignitosa i pazienti, visto anche l’approssimarsi dell’inverno.
Come Federazione PD del Basso Molise, già lo scorso maggio, abbiamo stilato un documento di proposte – frutto di confronto serrato e analisi con i segretari di circolo – da trasmettere alla Segreteria Regionale, per rimarcare la linea comune e condivisa che ha come finalità quella di garantire a tutti – non solo ai pazienti covid – il diritto alla salute come previsto all’art. 32 della Costituzione.
Ci troviamo dunque, oggi a distanza di mesi dall’inizio dell’emergenza, a ribadire la nostra posizione che può apparire ovvia e scontata, ma che se avesse avuto un seguito non avrebbe generato lo stato di allarme che purtroppo c’è, anche se c’è chi ha ancora il coraggio di sminuire.
Chiediamo pertanto:
· Riapertura dell’ospedale Vietri di Larino, che deve tornare ad essere un punto di riferimento per il territorio Molisano, perché l’ospedale Cardarelli di Campobasso come centro covid, da solo, rischia di non avere la forza per curare tutti i malati e rischia di non poter offrire supporto – con la terapia intensiva – alle altre nosologie, accantonate dall’inizio dell’emergenza e che meritano di vedersi garantito il diritto alla cura
· Riapertura delle strutture ospedaliere attualmente chiuse per creare non solo centri Covid-19, ma anche per curare malati con altre patologie.
· Strutturazione di un reparto di malattie infettive permanente, isolato dagli altri reparti, e capace di rispondere alle esigenze dell’emergenza covid-19 oggi, ma che serva anche come centro specialistico per il futuro. Il Vietri di Larino potrebbe rispondere a questa esigenza, avendo da progetto un reparto malattie infettive mai aperto.
· Creazione di una task force che rilevi e controlli le RSA e le case di cura per anziani che sono i soggetti maggiormente a rischio anche in vista del picco influenzale che si avrà a partire dai prossimi mesi.
· Distribuzione sul territorio di gruppi di pronto intervento che nel caso di sviluppi di focolai possano intervenire con urgenza e tracciare il percorso dell’infezione attraverso l’incremento di unità USCA per l’assistenza domiciliare dei malati covid. Il tracciamento delle positività viene fatto con l’aumento dei tamponi sul territorio che attualmente è insufficiente
· Aumentare i tamponi molecolari per avere una migliore localizzazione della distribuzione del virus e consentire maggiori interventi mirati.
· Programmare la creazione di strutture mirate dove allocare pazienti asintomatici che non possono rimanere in casa o di quei pazienti infetti, che
vivono da soli, e che possono essere curati senza ricorrere alle strutture ospedaliere.

· Mettere a disposizione dei medici di base spazi idonei e personale qualificato sia per la prima assistenza, sia per fare i tamponi.
· Aumentare il numero dei pronto soccorso, differenziandoli tra ricoveri covid e malati di nosologie ordinarie, soprattutto in vista della stagione influenzale.

Il Segretario di Federazione Oscar D. Scurti
Federazione PD Basso Molise

Commenti Facebook