Difesa dellaa Corte d’Appello, De Matteis fa un appello ai sindaci

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Da qualche mese a questa parte stiamo assistendo ad un lento quanto inesorabile procedimento tendente allo smantellamento dell’autonomia regionale faticosamente conquistata nel 1963. Molto spesso abbiamo letto di onorevoli che, a vario titolo, sono entrati pesantemente, nei due rami del Parlamento, a minare l’autonomia e la stessa esistenza delle piccole regioni, prime tra tutte la nostra, con proposte di legge e proposte di riforme costituzionali del titolo V della Carta costituzionale. Ultimamente abbiamo anche notato come sia nei servizi come in tutte le amministrazioni periferiche dello Stato, dalla scuola, ai trasporti, dalla sanità alle forze dell’Ordine, si stia innescando uno Stato “mannaia”, uno Stato che va a colpire il Molise, colpevole di essere la Regione a statuto ordinario più piccola sia come residenti che come dimensione territoriale. Uno Stato ed un Governo che taglia senza criterio e che sta mettendo in pratica un disegno, a tappe, che non spetta a me criticare o giudicare, ma che sotto l’occhio di tutti. A pagarne le spese i cittadini, ma a subirne gli effetti immediati, proprio i sindaci, specie dei comuni più piccoli. L’ultima in ordine di tempo è la paventata soppressione della Corte d’Appello di Campobasso e con essa una serie di uffici e presidi giudiziari e di sicurezza (Tribunale dei Minori, Tribunale di Sorveglianza, apparati della Questura…) fondamentali sia perché assicurano un servizio ed una funzione, sia perché rappresentano un aspetto legato alla effettiva esistenza e sussistenza dell’intera Regione. A tal riguardo come Provincia di Campobasso abbiamo dedicato un Consiglio monotematico, ci siamo uniti all’Ordine degli avvocati dei 3 fori, abbiamo partecipato a riunioni, incontri e tavole rotonde con i magistrati in servizio in Molise, le Diocesi, gli Ordini professionali, le forze sindacali ed il personale tutto. A questo punto tocca a voi sindaci dare un contributo istituzionale. Occorre una reazione vivace, pronta e democratica da girare nelle sedi opportune. Solo in questo modo possiamo veramente far sentire la nostra voce di protesta e di fermo mantenimento della Corte d’Appello di Campobasso. Nell’invitarvi a predisporre quanto sia più utile per scongiurare questo intento, vi invito a deliberare una presa d’atto nei rispettivi Consigli comunali e ad ipotizzare altre forme di protesta collettiva.  Rosario De Matteis

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