Di Clemente (PCL): “La Grecia deve essere riferimento anche per le comunità locali”

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La questione posta dal movimento greco è centrale anche per le situazioni locali: ad esempio i sacrifici antisociali imposti nel Molise sulla sanità e sui servizi pubblici essenziali, servono a finanziare i 90 miliardi annui di interessi sui titoli pubblici dei banchieri, acquistati mediante grandi rapine sociali, peraltro dentro un truffaldino anatocismo. Per pagare questi interessi ogni anni viene fatto altro debito: ecco perché il debito pubblico cresce nonostante i sacrifici continui imposti alle masse. Una via senza uscita, come quella del poveraccio che cade sotto le grinfie dell’usuraio. Salvo che si denunci l’usuraio cancellando il debito-truffa.
Ma come, e in che in che direzione, sviluppare il movimento, come estenderlo in Europa e dunque anche nel Molise ? E’ illusoria o realista la socialdemocrazia di Syriza ?
Tsipras da un lato si è impegnato in giuste rivendicazioni immediate: ritorno della tredicesima, aumento delle pensioni e del salario minimo, elettricità ed assistenza sanitaria gratuita per gli strati sociali più poveri, ripristino dei contratti collettivi. Dall’altro vuole convincere gli strozzini della popolazione greca che una riduzione concordata dell’enorme debito è nel loro stesso interesse:“ se ci riducete il debito saremo in grado di pagarvelo”. In tale ottica non romperà con l’Europa capitalista, con la Nato né con i potentati privati greci ed ha perciò ottenuto plausi di affidabilità da quel mondo.
Di certo qualsiasi negoziato con gli strozzini del capitale finanziario, prevede per definizione le solite contropartite antisociali dell’austerità (altri sacrifici antisociali per i banchieri).
Ma sino a quando si potrà riscuotere il plauso della grande finanza usuraia, e al tempo stesso il plauso dei lavoratori e dei disoccupati greci ? Il disincanto delle masse greche potrà essere una pericolosa sponda per il populismo reazionario, iniziando dal partito criminale neonazista di Alba Dorata, che dirotta la rabbia sociale verso i falsi bersagli (guerra razzista tra poveri), salvando i potenti. Come in Italia fanno i Salvini e fascisti vari.
La politica di accomodamento col capitale finanziario è perciò pericolosa , non può dare risposta alla domanda di svolta della popolazione greca: occorre una direzione autonoma e alternativa.
Le elementari rivendicazioni del movimento greco pongono la necessità di una piattaforma di rottura col capitalismo greco e con gli strozzini del capitale finanziario europeo:
l’annullamento unilaterale del debito pubblico della Grecia, la
nazionalizzazione delle banche, senza indennizzo per i grandi azionisti, e loro unificazione in una unica banca di Stato, sotto controllo sociale, l’esproprio degli armatori, della grande industria alimentare, dell’industria farmaceutica, e di tutti i grandi gruppi capitalistici, sotto controllo dei lavoratori, lo sviluppo della autorganizzazione operaia e popolare, ed il suo coordinamento nazionale.Lo stesso occorre fare in Italia.
Solo un governo operaio e popolare, basato sulla forza e l’organizzazione dei lavoratori e della mobilitazione di massa potrà realizzare queste misure di svolta che devono espandersi su un piano europeo. Occorrerà portare questa proposta rivoluzionaria fra le masse, a partire da quelle che hanno visto in Syriza, illusoriamente, la risposta alla propria domanda di svolta. Ma ogni politica settaria verso la base di massa di Syriza va bandita, come ad esempio il grottesco e folle settarismo burocratico del KKE (partito stalinista greco).
Si tratta di far fronte comune col sentimento di massa che chiede la svolta volgendolo progressivamente contro i governi dei banchieri, come stanno cercando di fare i nostri compagni del Partito operaio rivoluzionario greco ( EEK). Questo il PCL cerca di fare in Italia e questo tentiamo di fare anche nel Molise, sia pure con la nostra modestissima sezione.

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