Danza/ Zaira e Dario e il tango, successo e sacrifici (il video)

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C’è un video, tutto molisano, che sulle note dell’indimenticato maestro Ezio Bosso vede impegnati i maestri di tango argentino, Zaira Raucci e Dario di Nunno e che sta creando interesse e visualizzazioni, non solo ad parte dei tanti appassionati di questo ballo coinvolgente. I due artisti hanno voluto realizzare questa dimostrazione di talento e passione per l’Associazione Talenti e Artisti Molisani; naturalmente, viste le restrizioni imposte dalle norme di sicurezza anti-Covid è stato realizzato in ambiente casalingo ed in assenza di pubblico e visitatori. Lo spunto è utile per parlare dei due maestri di ballo, che hanno esportato le qualità del Molise e dell’Italia nel mondo, partecipando a gare internazionali fino ai mondiali. Solo per sintetizzare i titoli e gli accrediti: sono tecnici FIDS, Diplomati MIDAS di I e II livello e insegnanti di ballo con esperienza ventennale nella danza sportiva. Hanno organizzato il ‘Molise Tango Festival’, evento che ha portato nella nostra Regione ballerini provenienti da tutta Italia e dall’estero e partecipato a diversi Festival come insegnanti e/o Miloghe per esibizioni. E ancora: nel 2013 primi classificati al Campionato Italiano FIDA, nel 2019 finalisti al Campionato di Tango a Palermo – Preliminare per il Mondiale di Buenos Aires, al quale hanno partecipato nello stesso anno.

L’insegnamento è svolto presso l’A.s.d. New Look Dance di Campobasso (che al momento è ferma anche per lo stop imposto dalle norme contro la pandemia). Dal 2019 sono ballerini della compagnia “Tango Cabaret” di Napoli. In coppia fissa, nelle competizioni, da almeno 12 anni, ma, come detto, ancor prima nell’impegno in questa bella danza, fanno coppia fissa anche nella vita. Vantano la partecipazione a diverse esibizioni per beneficenza. Due i video realizzati in collaborazione con l’Associazione Talenti e Artisti Molisani: il 25 novembre 2020 (Giornata contro la violenza sulle donne) ed uno, in pieno lockdown, come messaggio di speranza in un momento certamente difficle. Inoltre hanno ricevuto un Riconoscimento del Presidente del Consiglio delle Regione Molise per le attività svolte nazionali ed internazionali. In un’intervista telefonica abbiamo cercato di sapere qualcosa di più della loro lunga attività, ma anche della vita e delle emozioni che vivono ballando il tango.

“Quella del 2019 per noi è stata la prima esperienza ad un mondiale- dice Dario- è stata una bella emozione, ci siamo posizionati a metà classifica e siamo contenti”.

Il mondiale di tango è organizzato dal governo argentino e raccoglie coppie mondiali attraverso il preliminare che nel caso del nostro Paese prevede la partecipazione di Italia, Grecia e Malta; il professionista s’iscrive a Palermo a questo triangolare e un rappresentante argentino, con altri giudici con una gestione prettamente argentina ne decretano l’esito; alla fine l’Italia ha mandato sei coppie ai mondiali dello scorso anno e i nostri hanno rappresentato l’Italia ed il Molise nel mondo. Dario, in verità, è pugliese, della provincia di Bari, ma è stato ‘adottato’ dal Molise, visto che vive e lavora dal 2002 nella nostra regione. Zaira è di Vinchiaturo e a lei abbiamo chiesto che significa lavorare per far affermare questa disciplina dalle nostre parti.
“Il tango in Molise è arrivato tardi e siamo certamente contenti di come poi sia stato compreso – dice – certo adesso si vive la difficoltà del momento e noi ce la mettiamo tutta, da anni, per far affermare questa danza dalle nostre parti. Il tango richiede tecnica, ma anche attenzione alla musica; più che al singolo passo si guarda alla coppia e certo non è affatto facile ballarlo. Ci vuole talento, lavoro, impegno, rispetto, socializzazione e sintonia. Adesso l’attività è limitata agli allenamenti casalinghi e non è facile stare senza vedere gli allievi; siamo certamente preoccupati per la fase difficile che tutti stiamo vivendo”.
“Il tango fa bene a tutti- dice Dario – genera voglia di integrarsi; bisogna studiarne la storia, conoscere la musica, dialogare con l’orchestra ed avere grande rispetto per la donna, avere un codice etico importante. Non essendo un ballo di gruppo, ma intimo, c’è certamente preoccupazione che ci siano delle difficoltà. Noi in Molise abbiamo realizzato un evento importante, il Molise Tango Festival, che ha coinvolto 300 persone; operiamo per il Molise ma siamo molto conosciuti in tutta Italia e lavoriamo molto anche al Nord. Noi vogliamo essere ottimisti per la ripresa”.


Voi siete coppia nella vita e anche nella danza: è più facile ballare il tango quando vi è anche un’unione sentimentale?
“Bisogna dividere i due aspetti- dice ancora Dario: quello agonistico probabilmente è favorito, essendo più facile lavorare nel tango curando l’aspetto spettacolare quando c’è maggiore confidenza, mentre per quanto riguarda la socializzazione non v’è alcuna differenza e non è importante essere uniti anche nella vita. Anche le coppie costruite solo per la danza, tra persone che non condividono scelte di vita, possono praticarlo tranquillamente, perché il tango è patrimonio di tutti non un’espressione di ballo a livello solo affettivo. Dico di più: durante le lezioni a volte si separano le coppie costituite, per alimentare il confronto tra tutti i ballerini. Il tango è fatto di abbracci: entri nella ‘milonga’ e abbracci senza problemi anche chi non conosci e questa è la particolarità di questo ballo che lo distingue dagli altri. Ma non è un ballo solo di una coppia, richiede la collaborazione di tutti, tante persone da sole si avvicinano al tango e formano coppia di ballo all’interno di un gruppo”.
Come fate a conciliare l’impegno del tango, anche a livello agonistico, con il lavoro?
“Ci alleniamo anche a tarda ora- dice Dario- quando gli altri vanno a dormire; non è raro per noi allenarci anche alle 2 o 3 di notte!”. Aggiunge Zaira: “Il ballo è studio continuo, in casa e fuori. Lavoriamo tanto sul ballo e ci aggiorniamo continuamente, quando è reso possibile, anche fuori dall’Italia”.
“Generalmente chi è ‘competitore’ non insegna; noi insegniamo tanto, a Campobasso ed anche ad Isernia- continua Dario- e dobbiamo trovare il tempo per insegnare e per le competizioni, ci vuole tanto spirito di sacrificio”.
Noi da oggi tifiamo per loro e per il loro successo, quando l’incubo pandemico sarà finito per ridarci una vita ‘normale’.
Stefano Manocchio

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